mercoledì 12 febbraio 2020

Forse un drago...








Apro così. Con una foto. 
Bella eh?
Anzi, bello. Il coso... l'uovo. 








Perché non è una pietra lavorata, un sasso dipinto, un avocado ben riuscito: è un uovo.
E sembra finto. Sembra un manufatto, rifilato, carteggiato e verniciato.
Perfetto come è perfetto un uovo, grande più o meno come quello di struzzo ma decisamente più glamour.
E quale pennuto sforna un uovo così bello? (Pennuto? I rettili li escludiamo? Sì, i rettili li escludiamo, e escludiamo a malincuore anche i draghi.)
E tra i pennuti escludiamo anche il pavone, signori miei, perché il pavone, così esagerato da far pensare che possa deporre direttamente uova Fabergé, in realtà se la gioca alla pari col tacchino; in termini di originalità viene battuto perfino dalla quaglia  e addirittura asfaltato dal pettirosso.


Uovo Fabergé, no pavone...




Ma torniamo allo smeraldone là sopra e non giriamoci attorno, mica vuole essere una rivelazione...  voglio solo sottolineare che al pennuto in questione, l'emù - quello che "cinque verticale: uccello peloso australiano, tre lettere" le uova vengono bene.

E che per inciso, l'emù (eccolo qui ritratto in tutta la sua bruttezza)




oltre a ritrovarsi nelle parole crociate, in passato si è ritrovato anche coinvolto in una guerra.
Ma non una guerra di pollaio, una guerra vera, parliamo di esercito, mica di agricoltori coi forconi: mitraglieri e mezzi militari contro un contingente di pennuti inconsapevoli e disorganizzati che di guerriglia non sapeva niente.
Motivo della guerra? Solito. Contesa di un territorio. Coltivato a grano. L'emù lo considerava economicamente interessante, l'agricoltore australiano pure, morale: per cacciare l'emù dal territorio conteso, il governo inviò l'artiglieria.
Ma vi pare che con quell'espressione così determinata l'emù potesse perdere?
Macché, dopo mesi di inutili imboscate a contingenti di pennuti sparpagliati, la Reale artiglieria Australiana dovette ritirarsi, aveva vinto l'emù.
Quindi?
Quindi continuò a razzolare nei campi coltivati, a crescere indisturbato e a deporre uova fantastiche che adesso, a guerra dimenticata,  potete anche comprare su ebay.

Trenta dollari e potete farvi un uovo alla cocque di incommensurabile bellezza...

O provare a covarlo per avere un emù...





venerdì 31 gennaio 2020

L'anno degli eroi



Confesso, nella folle stesura di un nuovo romanzo, ho dato vita a otto personaggi di cui non riesco più a liberarmi. Me li trovo accanto mentre cammino lungo il fiume, quando cucino e a volte anche al lavoro... Non so dire se sono diventati compagni di vita o presenze ingombranti, ma propendo per la prima, data la simpatia che ho per loro.
Fatto sta, che ho deciso di presentarli al mondo.
Eccoli:
- Enea Beccaria, psichiatra, detto il Prof
- Ugo Brambilla, occupato nella gastronomia di famiglia, detto Fagiolone
- Alberto Maria Zuffoli Barbieri, inventore e conferenziere, detto Cogito-ergo-sum (per brevità chiamato il Ces)
- Massimo Imbersaghi, ex insegnante di storia e filosofia, detto Ghevara
- Marco Lattuada, commesso in un negozio di abbigliamento e ballerino mancato, detto Fenomeno
- Domenico Conti, agente di commercio plurimandatario, detto Carosello
- Gerardo Bianchi, commercialista, detto Database
- l'Ombra nell'oscurità, il consigliere segreto che tengo come asso nella manica

Chi vuole potrà conoscerli meglio nel romanzo L'ANNO DEGLI EROI.

Buona giornata!

Flavio Gandini

mercoledì 29 gennaio 2020

Il papiro della vita

L’esistenza è un fluire di esperienze. E sperimentare è uno dei compiti di questa nostra effimera vita terrena. Ogni esistenza raccoglie in sé molti insegnamenti, che devono essere trasformati in conoscenze superiori e consapevolezza.
Potremmo paragonare la vita a un papiro che si srotola strada facendo: l'uomo cammina lungo il tracciato del papiro imprimendovi sopra le sue impronte come fossero parole nuove. E noi abbiamo il libero arbitrio di scegliere se arricchire, nel vero senso della parola, il nostro papiro oppure se lasciare che esso si colmi semplicemente di elementi.
Una vita senza esperienze è un papiro vuoto e, a questo proposito, ci ritornano alla memoria alcuni versi di Kahlil Gibran:
Diceva un foglio bianco come la neve: 
“Sono stato creato puro e voglio rimanere così per sempre. 
Preferirei essere bruciato e finire in cenere 
che essere preda delle tenebre e venir toccato da ciò che è impuro”. 
Una boccetta d’inchiostro sentì ciò che il foglio diceva
e rise del suo cuore scuro, ma non osò avvicinarsi. 
Sentirono le matite multicolori, 
ma anch’esse non gli si accostarono mai... 
e il foglio bianco come la neve rimase puro e casto per sempre puro e casto, 
ma Vuoto. 

Buona Vita, con l'augurio che sia sempre ricca di consapevolezza!

Per saperne di più:
Riflessologia della memoria
di Samantha Fumagalli e Flavio Gandini
La più potente tecnica per liberarsi da paure e condizionamenti legati al passato.
Un manuale pratico che offre preziose chiavi d'accesso al mondo dell'inconscio e della memoria, una guida arricchita da racconti di esperienze reali e da numerose illustrazioni.
I fantasmi del passato (ricordi dolorosi, traumi, legami mai risolti) procurano sofferenza e limitano la piena espressione del nostro potenziale. Diventano dei blocchi energetici che ci tengono intrappolati al passato e condizionano le nostre scelte, rendendoci inconsapevoli del nostro presente e impedendoci di riconoscere le opportunità che la vita ci porge in ogni istante.
Ricapitolare la propria storia personale ci consente di attivare la liberazione da paure e condizionamenti, per diventare autori e protagonisti della nostra vita.


lunedì 20 gennaio 2020

Originalità

“La singolarità vera e nuova, l'originalità, non è cosa che si procacci di fuori; si ha dentro o non si ha; e chi l'ha veramente non sa neppure d'averla e la manifesta con la maggiore semplicità.”
Luigi Pirandello

sabato 18 gennaio 2020

Emozioni


“A volte le parole non bastano. 
E allora servono i colori. 
E le forme. 
E le note. 
E le emozioni.” 
Alessandro Baricco

martedì 31 dicembre 2019

Felice Anno Nuovo!

Auguri a tutti per un 2020 in cui i desideri più belli possano trovare realizzazione.
Senza dimenticare, come diceva Seneca, che:
"Ogni giorno per me è l’inizio di un nuovo anno, e io cerco di propiziarmelo con buoni pensieri che liberano l’animo dalle meschinità".
BUON 2020!

lunedì 30 dicembre 2019

Buon fine anno!


Un altro anno sta finendo.
In questi ultimi momenti del 2019 prendiamoci qualche attimo per guardarci alle spalle e distillare questo scorcio di vita nella sua interezza.
Un anno che ci ha sicuramente regalato momenti di gioia, qualche difficoltà, sorrisi e lacrime, felicità e tristezza, battute d'arresto e voli ad alta quota...
Un anno di albe e tramonti, di giorni di sole e di pioggia, di camminate all'aria aperta, di profumi, di suoni emozionanti, di canzoni e risate, di chiacchierate, di vento che fa stormire le foglie, di colori mozzafiato, di abbracci, di pranzi cucinati con amore, di viaggi, di arrivederci e di addii, di baci, di amici, di famiglia, di nuovi incontri, di libri aperti e non finiti e di libri letti con passione, di novità sorprendenti, di arrivi e partenze, di treni, traghetti e aerei, di sogni e ali dispiegate, di speranze rinnovate, di silenzi...
Un anno da ricordare, da ringraziare per i doni elargiti e le lezioni impartite, un anno da salutare e lasciare andare.
Un anno di Vita prezioso, unico e irripetibile come ogni istante che lo ha composto, e che oggi ci invita a estrarre il meraviglioso nettare dell'esperienza per guardare al futuro con occhi luminosi e pieni di speranza e fiducia. Ma ancor più per guardare al Presente, vero Dono della nostra Essenza spirituale, con immenso Amore.

Buon fine anno!

venerdì 27 dicembre 2019

In vino veritas

 
"Nel vino è celata la verità.
La Diva Bottiglia vi ci manda:
siate voi stessi interpreti della vostra scoperta."
François Rabelais
BUONA GIORNATA!

mercoledì 25 dicembre 2019

Felice Natale!

A Natale la cosa più importante non è aprire i regali, ma aprire il nostro cuore all'Amore, al prossimo e a noi stessi!
Felice Natale!

giovedì 12 dicembre 2019

La sorgente di Nos

di Renato Turini
 
L’acqua verde che sgorga dalla Fonte di Nos è la prelibatezza locale di Im, nonchè sua maledizione.
Per gli abitanti di questo sperduto villaggio del fantastico mondo di Ongos, bere questo liquido verde è diventata una vera e propria necessità organica.
Benché la fonte esali tali vapori da ricoprire Im con un’incessante coltre di nebbia verde, costringendo il popolo ad una vita miope e tenebrosa, nessuno osa, né vuole, rinunciare ai poteri magici che l’acqua del dio Nos permette di sviluppare.
Nessuno tranne Elixam, un sagace ed impavido fanciullo.
Spetterà a lui, incoraggiato da un fugace “miracolo”, assieme ad Otaner (il suo tutore “apparso dal nulla”), intraprendere un lungo e pericoloso viaggio per offrire per sempre alla sua terra una vita autentica.
Riuscirà il piccolo Elixam a ritrovare la sua amata Kinom, per salvare la loro terra dal potere malefico dell'acqua di Nos?
L'Unità fa miracoli!

Eludendo i confini tra esterno e interiore, e tra il personale e l’universale, l’autore ci offre un viaggio nella alla riscoperta di quella purezza ed innocenza che precede l’esistenziale senso di separazione, sostenendo che cambiare se stessi equivale a cambiare l’universo intero.

"Quante cose sono state fatte!
Quante giornate sono passate!
Quante volte gli stessi gesti... gli stessi pensieri.
Arriva il giorno in cui devi avere il coraggio di uccidere.
Tu sai di cosa parlo..."