lunedì 7 gennaio 2019

Previsioni per il 2019


L'inizio di ogni nuovo anno è saturo di entusiasmo e aspettativa. E curiosità, ovviamente.
Così, cavalcando l'onda della curiosità, abbiamo deciso di dedicare questo post agli influssi numerologici del 2019.
Prima di incominciare, voglio ricordare che questi influssi sono generici e risponderanno diversamente per ognuno sulla base di ciò che ha seminato nella propria vita fino a questo momento.
Prendiamo, quindi, l'energia che permea questo nuovo anno come una musica di sottofondo sulla quale ciascuno di noi dovrà cantare e danzare la sua canzone.

IL 2019 È L'ANNO DELLA COMUNICAZIONE E DELLA CREATIVITÀ.
Il suo numero è il 3 e suggerisce un periodo durante il quale saranno in primo piano i contatti, la socialità e l'allegria, ma anche la creatività, l'ispirazione, l'originalità e l'immaginazione.
Se il 2017 è stato l'anno in cui dare avvio a nuovi progetti, iniziative, imprese, dalle più semplici alle più complesse, e il 2018 era l'anno della pazienza e della collaborazione per conferire solidità e stabilità alle cose intraprese nel 2017, questo è l'anno in cui le nuove idee potranno crescere creativamente e diffondersi.
È il momento della fioritura, che porterà al successo le iniziative poste in essere nei due anni precedenti, posto che esse siano state dotate di buone gambe per camminare e buone ali per volare.
Fioritura e raccolto, dunque. Ma attenzione, perché il raccolto non deve essere dilapidato, bensì portato alla sua massima espressione artistica e creativa, e poi gestito saggiamente in previsione del futuro.
Il 2019 sarà particolarmente fecondo per gli artisti che lavorano in ogni settore, dalle arti figurative (fotografia, disegno, pittura, grafica, fumetto, architettura, scultura, artigianato) a quelle performative (tutto ciò che ha a che fare con la musica, la danza, la recitazione) fino alle arti letterarie (scrittura, teatro, cinema), perché favorisce l'estrinsecazione del talento in maniera vivace e spontanea.
Inoltre, potrà rivelarsi un momento proficuo per la diffusione delle proprie opere e per raggiungere una discreta popolarità nel proprio lavoro.
Questo è un anno positivo per quanto concerne i rapporti interpersonali e per godere di buone relazioni, tanto in ambito personale quanto lavorativo. Naturalmente, ciò potrà realizzarsi grazie all'impegno, che però sarà agevolato da una maggior facilità di espressione, dalla predisposizione alla spontaneità e dalla capacità di adattamento.
Il numero 3 favorisce anche il senso pratico, lo spirito critico e l'umorismo, doti indispensabili per concretizzare e far decollare con leggerezza i propri sogni.
I rischi che si nascondono nel 2019 sono relativi a un eccesso di superficialità e di dilettantismo, che potrebbero far smarrire per strada i propri progetti oppure a eccentricità e capricciosità, che invaliderebbero le proprie capacità e l'ingegno.
Chi saprà mantenersi giocosamente sobrio e lucidamente creativo vedrà il proprio giardino donare fiori colorati e profumati e potrà gioire di mesi piacevoli.
Buon anno!
Samanthae tutto lo Staff di G&V

domenica 23 dicembre 2018

Non solo Natale


In questi giorni, in cui molti sono preda dell'ansia per dover incastrare impegni di lavoro, familiari e festivi, consiglio di ricavarsi cinque minuti per leggere questa riflessione che Bertrand Russell (filosofo, matematico, attivista e scrittore gallese, vissuto dal 1872 al 1970) ha scritto nel 1932 e che è ancora quantomai attuale.
Il brano è tratto dalla sua raccolta di saggi pubblicata nel 1935 e intitolata ELOGIO DELL'OZIO.
«Come molti uomini della mia generazione, fui allevato secondo i precetti del proverbio che dice “l’ozio è il padre di tutti i vizi”. Poiché ero un ragazzino assai virtuoso, credevo a tutto ciò che mi dicevano e fu così che la mia coscienza prese l’abitudine di costringermi a lavorare sodo fino a oggi. Ma sebbene la mia coscienza abbia controllato le mie azioni, le mie opinioni subirono un processo rivoluzionario.
Io penso che in questo mondo si lavori troppo, e che mali incalcolabili siano derivati dalla convinzione che il lavoro sia cosa santa e virtuosa; insomma, nei moderni paesi industriali bisogna predicare in modo ben diverso da come si è predicato sinora
Voglio dire, in tutta serietà, che la fede nella virtù del lavoro provoca grandi mali nel mondo moderno, e che la strada per la felicità e la prosperità si trova invece in una diminuzione del lavoro.
Il concetto del dovere, storicamente parlando, è stato un mezzo escogitato dagli uomini al potere per indurre altri uomini a vivere per l’interesse dei loro padroni anziché per il proprio.
L’ozio è essenziale per la civiltà e nei tempi antichi l’ozio di pochi poteva essere garantito soltanto dalle fatiche di molti. Tali fatiche avevano però un valore non perché il lavoro sia un bene, ma al contrario perché l’ozio è un bene.
La tecnica moderna ci consente di distribuire il tempo destinato all’ozio in modo equo, senza danno per la civiltà. Se il salariato lavorasse quattro ore al giorno, ci sarebbe una produzione sufficiente per tutti e la disoccupazione finirebbe, sempre che si ricorra a un minimo di organizzazione.
Questa idea scandalizza la gente perbene, convinta che i poveri non sappiano che farsene di tanto tempo libero. In un mondo, invece, dove nessuno sia costretto a lavorare più di quattro ore al giorno, ogni persona dotata di curiosità scientifica potrebbe indulgervi. Soprattutto ci sarebbe nel mondo molta gioia di vivere invece di nervi a pezzi, stanchezza e dispepsia. Il lavoro richiesto a ciascuno sarebbe sufficiente per farci apprezzare il tempo libero, e non tanto pesante da esaurirci. E non essendo esausti, non ci limiteremmo a svaghi passivi e vacui. Almeno l’uno per cento della popolazione dedicherebbe il tempo non impegnato nel lavoro professionale a ricerche di utilità pubblica e, giacché tali ricerche sarebbero disinteressate, nessun freno verrebbe posto alla originalità delle idee.
Ma i vantaggi di chi dispone di molto tempo libero possono risultare evidenti anche in casi meno eccezionali. Uomini e donne di media levatura, avendo l’opportunità di condurre una vita più felice, diverrebbero più cortesi, meno esigenti e meno inclini a considerare gli altri con sospetto.
La smania di far la guerra si estinguerebbe in parte per questa ragione, e in parte perché un conflitto implicherebbe un aumento di duro lavoro per tutti.
Il buon carattere è, di tutte le qualità morali, quella di cui il mondo ha più bisogno, e il buon carattere è il risultato della pace e della sicurezza, non di una vita di dura lotta.
I moderni metodi di produzione hanno reso possibile la pace e la sicurezza per tutti; noi abbiamo invece preferito far lavorare troppo molte persone, lasciandone morire di fame altre.
Perciò abbiamo continuato a sprecare tanta energia quanta ne era necessaria prima dell’invenzione delle macchine; in ciò siamo stati idioti, ma non c’è ragione per continuare a esserlo.»

Tra i propositi per l'anno nuovo potremmo mettere quello di lavorare meno e vivere di più e più felici, e dovremmo fare in modo che questo proposito si realizzi, a dispetto di tutte le convenzioni sociali e i poteri forti che sembrano renderlo impossibile.
Buone feste e felice 2019!

domenica 25 novembre 2018

Aforismi del buongiorno

 

«Rare sono le persone che usano la mente, poche coloro che usano il cuore e uniche coloro che usano entrambi.»
Rita Levi Montalcini

mercoledì 21 novembre 2018

Il freddo sta arrivando...


"L’inverno è il tempo del conforto, del buon cibo, del tocco di una mano amica e di una chiacchierata accanto al fuoco: è il tempo della casa."
Edith Sitwell

domenica 4 novembre 2018

mercoledì 31 ottobre 2018

Fantasmi, again...



A noi di Hallowen ci importa poco, però i fantasmi sono sempre un bell'argomento.
Questo, per dire, l'ho fotografato io
 (che sono un burlone)




- Potevi farla un po' più chiara 'sta foto, Martin...
- Be' ma non è che il tipo si sia messo proprio in posa... ho scattato al volo, prima che si avvicinasse troppo...
- Sei il solito cazzaro Martin...
- See vabbé...



sabato 27 ottobre 2018

Se...


Se

Se saprai mantenere la testa quando tutti intorno a te la perdono, 
e te ne fanno colpa,
se saprai avere fiducia in te stesso quando tutti ne dubitano,
tenendo però considerazione anche del loro dubbio.
Se saprai aspettare senza stancarti di aspettare,
o essendo calunniato, non rispondere con calunnia,
o essendo odiato, non dare spazio all’odio,
senza tuttavia sembrare troppo buono, né parlare troppo saggio.
Se saprai sognare, senza fare del sogno il tuo padrone,
se saprai pensare, senza fare del pensiero il tuo scopo,
se saprai confrontarti con Trionfo e Rovina
e trattare allo stesso modo questi due impostori.
Se riuscirai a sopportare di sentire le verità che hai detto
distorte dai furfanti per abbindolare gli sciocchi,
o a guardare le cose per le quali hai dato la vita, distrutte,
e piegarti a ricostruirle con i tuoi logori arnesi.
Se saprai fare un solo mucchio di tutte le tue fortune
e rischiarlo in un unico lancio a testa e croce,
e perdere, e ricominciare di nuovo dal principio
senza mai far parola della tua perdita.
Se saprai serrare il tuo cuore, i tendini e i nervi
nel servire il tuo scopo, quando sono da tempo sfiniti,
e saprai tenere duro quando in te non c’è più nulla
oltre la Volontà che dice loro: “Tenete duro!”.
Se saprai parlare alle folle senza perdere la tua virtù,
o passeggiare con i Re, rimanendo te stesso,
se né i nemici né gli amici più cari potranno ferirti,
se per te ogni persona conterà, ma nessuno troppo.
Se saprai riempire ogni inesorabile minuto
dando valore a ognuno dei sessanta secondi,
Tua sarà la Terra e tutto ciò che è in essa,
e, quel che più conta, sarai un Uomo, figlio mio!


Joseph Rudyard Kipling (1865 – 1936) scrittore britannico
(autore di Il libro della giungla, Capitani coraggiosi)

giovedì 25 ottobre 2018

Aforismi del buongiorno


«Qualunque decisione tu abbia preso per il tuo futuro, sei autorizzato, e direi incoraggiato, a sottoporla ad un continuo esame, pronto a cambiarla, se non risponde più ai tuoi desideri».
Rita Levi Montalcini