venerdì 24 aprile 2020

Levrieri & Pastori


Sapete perché voglio spendere ancora due parole su questo blog anche se mi ero ripromesso di non scrivere più dato che i blog sono morti? (sì, fatevene una ragione, i blog sono morti, quindi è probabile che lo siate anche voi che state leggendo, ma non importa...)
Perché voglio scrivere una cosa sui levrieri.
Sì, è vero, di solito sono più esotico, mandrilli, emù, giaguarondi...
Ma oggi no, oggi levrieri. E dimenticatevi quelle top-model degli afgani, sto parlando dei levrieri più poveri, quelli senza gioielli. Anche senza pelliccia. Magri senza scampo perché non c'è niente che li copra. Pelo raso sulle costole così a vista che gliele puoi contare.
Tempo fa, quando ancora si poteva uscire, e anche senza cane, ne ho visti due per la strada.
Faceva freddo e loro tremavano. Stavano vicini l'uno all'altro, tanto che quasi si camminavano addosso, e io ho pensato che perfino così, uno di fianco all'altro, sarebbero riusciti a nascondersi dietro a un lampione. Piatti come due sogliole messe in verticale, con quella curva del torace che finisce nel vitino sottile. Certo, sono aerodinamici, ti dici.
Fatti per correre.
L'uomo lo sa bene che sono fatti per correre, anche troppo bene, tant'è che ci specula sopra da sempre, e adesso non ho voglia di dirvi a cosa è arrivato per guadagnarci su, voglio pensare solo al lieto fine che a volte li aspetta e che deve aver riscattato anche quei due che avevano freddo. Sono certo che a casa li aspettasse un cappottino per ciascuno che si erano solo dimenticati di mettere, ingannati dal sole.

Ma tutto questo ha portato la mia mente a divagare (sì, divaga spesso... ), a pensare al rapporto che lega l'uomo al cane, rapporto cambiato, evoluto, stravolto.
I nostri cani al guinzaglio, quelli che vengono al bar con noi, sono i figli che non crescono mai, sono i bambini per sempre e come bambini li trattiamo, ma non è a quelli, con tutta la simpatia, che le mie divagazioni sono approdate.
Io pensavo al cane che lavora, il cane operaio.
Il pastore, ad esempio. Intendo dire quello che si guadagna vitto e alloggio tenendo a bada greggi di pecore, non quello che del pastore c'ha solo la pettinatura e vive nel salotto di casa.
L'avete mai visto il pastore correre letteralmente sulle groppe delle pecore per raggiungere più in fretta quella che si è staccata del gruppo o che rischia di cadere giù dalla scogliera? (siamo in Cornovaglia Martin?... no, c'abbiamo i dirupi anche in Sardegna, per dire...)
Quello che conosce i nomi di tutte a memoria (?) e le conta - perché sa contare come un ragioniere – ogni sera senza perderne di vista una. 
Quello che ha l'occhio sveglio e lo sguardo sapiente di chi ce la sa, per genetica e per esperienza. Quello che gli basta un fischio e ti mette le pecore in fila per due, o per quattro, dipende dai tratturi (?!), e se potesse parlare direbbe “ok capo” all'umano che fischia e che crede di essere il suo capo per davvero mentre è solo un suo collega approfittatore.
Insomma, il cane che lavora e si guadagna da vivere...
A volte si guadagna una vita dura, fatta di pecore, di pelo bagnato, di gelo o di sole che spacca, ma ricca di ruvido orgoglio canino, come moneta di scambio.
E allora, se proprio mi ci fermo su a pensare, a questi cani che lavorano a fianco degli umani e vivono della loro approvazione, mi chiedo se loro lo sanno, di essere diversi dagli altri.
Diversi dai levrieri con o senza cappottino, ad esempio.
Perché un pastore alla fine frequenta solo altri pastori. Che ne sa che si può passare la vita a fare niente sul divano?
E mi chiedo se farebbero mai a cambio...
Ma credo di no.
Mi piace pensare che si annoierebbero a morte.






venerdì 27 marzo 2020

Mandala degli astri


I mandala nascono da antiche discipline orientali con lo scopo di interagire con le energie dell'individuo e con lo spazio. Sono figure sacre che, grazie a forme, colori e simboli, riverberano in chi le osserva e con l'ambiente circostante.
I Mandala degli Astri sfruttano il dinamismo positivo dei nove pianeti dell’astrologia antica e si possono usare per meditare, colorare e da appendere in casa per armonizzare gli ambienti.
Colorare i mandala è un'antica forma di meditazione, adatta a ogni età, che purifica l'anima, calma la mente, libera lo spirito, migliora la concentrazione, la memoria, la creatività e riduce lo stress.

giovedì 5 marzo 2020

Resistere a oltranza

Ci sentiamo sotto assedio per colpa di un un microrganismo acellulare con caratteristiche di parassita?
 È necessario reagire con armi non convenzionali...





La sorgente di Nos


Una bella storia fantasy, ricca di riferimenti simbolici e archetipici, che rimanda al viaggio esoterico per eccellenza (che non menziono per non svelare il mistero).
Un Pianeta di sogno, che ricalca la vita sulla Terra, stravolgendola quel tanto che basta da invitare il lettore a scoprirne parallelismi e allusioni. E lasciandogli il piacere della scoperta.
Personaggi che incarnano archetipi, parole che racchiudono segreti... Il tutto scritto con eleganza.
Complimenti all'autore!
E adesso aspettiamo il seguito... perché questo è solo il primo volume...

Amazon

mercoledì 12 febbraio 2020

Forse un drago...








Apro così. Con una foto. 
Bella eh?
Anzi, bello. Il coso... l'uovo. 








Perché non è una pietra lavorata, un sasso dipinto, un avocado ben riuscito: è un uovo.
E sembra finto. Sembra un manufatto, rifilato, carteggiato e verniciato.
Perfetto come è perfetto un uovo, grande più o meno come quello di struzzo ma decisamente più glamour.
E quale pennuto sforna un uovo così bello? (Pennuto? I rettili li escludiamo? Sì, i rettili li escludiamo, e escludiamo a malincuore anche i draghi.)
E tra i pennuti escludiamo anche il pavone, signori miei, perché il pavone, così esagerato da far pensare che possa deporre direttamente uova Fabergé, in realtà se la gioca alla pari col tacchino; in termini di originalità viene battuto perfino dalla quaglia  e addirittura asfaltato dal pettirosso.


Uovo Fabergé, no pavone...




Ma torniamo allo smeraldone là sopra e non giriamoci attorno, mica vuole essere una rivelazione...  voglio solo sottolineare che al pennuto in questione, l'emù - quello che "cinque verticale: uccello peloso australiano, tre lettere" le uova vengono bene.

E che per inciso, l'emù (eccolo qui ritratto in tutta la sua bruttezza)




oltre a ritrovarsi nelle parole crociate, in passato si è ritrovato anche coinvolto in una guerra.
Ma non una guerra di pollaio, una guerra vera, parliamo di esercito, mica di agricoltori coi forconi: mitraglieri e mezzi militari contro un contingente di pennuti inconsapevoli e disorganizzati che di guerriglia non sapeva niente.
Motivo della guerra? Solito. Contesa di un territorio. Coltivato a grano. L'emù lo considerava economicamente interessante, l'agricoltore australiano pure, morale: per cacciare l'emù dal territorio conteso, il governo inviò l'artiglieria.
Ma vi pare che con quell'espressione così determinata l'emù potesse perdere?
Macché, dopo mesi di inutili imboscate a contingenti di pennuti sparpagliati, la Reale artiglieria Australiana dovette ritirarsi, aveva vinto l'emù.
Quindi?
Quindi continuò a razzolare nei campi coltivati, a crescere indisturbato e a deporre uova fantastiche che adesso, a guerra dimenticata,  potete anche comprare su ebay.

Trenta dollari e potete farvi un uovo alla cocque di incommensurabile bellezza...

O provare a covarlo per avere un emù...





venerdì 31 gennaio 2020

L'anno degli eroi



Confesso, nella folle stesura di un nuovo romanzo, ho dato vita a otto personaggi di cui non riesco più a liberarmi. Me li trovo accanto mentre cammino lungo il fiume, quando cucino e a volte anche al lavoro... Non so dire se sono diventati compagni di vita o presenze ingombranti, ma propendo per la prima, data la simpatia che ho per loro.
Fatto sta, che ho deciso di presentarli al mondo.
Eccoli:
- Enea Beccaria, psichiatra, detto il Prof
- Ugo Brambilla, occupato nella gastronomia di famiglia, detto Fagiolone
- Alberto Maria Zuffoli Barbieri, inventore e conferenziere, detto Cogito-ergo-sum (per brevità chiamato il Ces)
- Massimo Imbersaghi, ex insegnante di storia e filosofia, detto Ghevara
- Marco Lattuada, commesso in un negozio di abbigliamento e ballerino mancato, detto Fenomeno
- Domenico Conti, agente di commercio plurimandatario, detto Carosello
- Gerardo Bianchi, commercialista, detto Database
- l'Ombra nell'oscurità, il consigliere segreto che tengo come asso nella manica

Chi vuole potrà conoscerli meglio nel romanzo L'ANNO DEGLI EROI.

Buona giornata!

Flavio Gandini

mercoledì 29 gennaio 2020

Il papiro della vita

L’esistenza è un fluire di esperienze. E sperimentare è uno dei compiti di questa nostra effimera vita terrena. Ogni esistenza raccoglie in sé molti insegnamenti, che devono essere trasformati in conoscenze superiori e consapevolezza.
Potremmo paragonare la vita a un papiro che si srotola strada facendo: l'uomo cammina lungo il tracciato del papiro imprimendovi sopra le sue impronte come fossero parole nuove. E noi abbiamo il libero arbitrio di scegliere se arricchire, nel vero senso della parola, il nostro papiro oppure se lasciare che esso si colmi semplicemente di elementi.
Una vita senza esperienze è un papiro vuoto e, a questo proposito, ci ritornano alla memoria alcuni versi di Kahlil Gibran:
Diceva un foglio bianco come la neve: 
“Sono stato creato puro e voglio rimanere così per sempre. 
Preferirei essere bruciato e finire in cenere 
che essere preda delle tenebre e venir toccato da ciò che è impuro”. 
Una boccetta d’inchiostro sentì ciò che il foglio diceva
e rise del suo cuore scuro, ma non osò avvicinarsi. 
Sentirono le matite multicolori, 
ma anch’esse non gli si accostarono mai... 
e il foglio bianco come la neve rimase puro e casto per sempre puro e casto, 
ma Vuoto. 

Buona Vita, con l'augurio che sia sempre ricca di consapevolezza!

Per saperne di più:
Riflessologia della memoria
di Samantha Fumagalli e Flavio Gandini
La più potente tecnica per liberarsi da paure e condizionamenti legati al passato.
Un manuale pratico che offre preziose chiavi d'accesso al mondo dell'inconscio e della memoria, una guida arricchita da racconti di esperienze reali e da numerose illustrazioni.
I fantasmi del passato (ricordi dolorosi, traumi, legami mai risolti) procurano sofferenza e limitano la piena espressione del nostro potenziale. Diventano dei blocchi energetici che ci tengono intrappolati al passato e condizionano le nostre scelte, rendendoci inconsapevoli del nostro presente e impedendoci di riconoscere le opportunità che la vita ci porge in ogni istante.
Ricapitolare la propria storia personale ci consente di attivare la liberazione da paure e condizionamenti, per diventare autori e protagonisti della nostra vita.