domenica 18 gennaio 2015

Ivan lo Stupido intervista Patrizia Mucciolo

Le interviste surreali
di Ivan lo Stupido

Il primo personaggio che incontriamo nell'ambito di questa rubrica è Patrizia Mucciolo, autrice dell'e-book Le ombre azzurre.

Ivan: Buongiorno, Patrizia, dalla pubblicazione del tuo romanzo Le ombre azzurre mi ritengo autorizzato a pensare che tu sia appassionata di scrittura, dunque la prima inevitabile domanda è:
Ti piacerebbe condurre un programma televisivo di cucina?

Patrizia: I conduttori di programmi di cucina scrivono libri che diventano successi editoriali… Saltando qualche passaggio vorrei arrivare direttamente al punto:  Le Ombre Azzurre è un libro di ricette (mi piace usare il Blu Curaçao).                                                                                                

Ivan: Oppure preferiresti fare l'opinionista?

Patrizia: Posso dire che l’importante è non fare il dentista?                                                   

Ivan: Ma, allora, perché scrivi?

Patrizia: Ho cominciato così, solo per provare. Per fare un’esperienza. Bisogna pur staccare la spina ogni tanto… Comunque guarda che lo faccio solo qualche volta, magari nel fine settimana… Smetto quando voglio. 

Ivan: Se diamo per assodato che un autore debba scrivere di cose che conosce, come pensi che si possa elaborare un romanzo “globalizzato”?

Patrizia: Intendi dire quello in cui la topica narrativa va oltre l’assegnazione geografica, l’attore recitante non fa parte della topica spaziale e le vicende nel cronotopo si possono sviluppare anche in altri luoghi? Direi andando di fantasia. Ma se ti riferisci al “global novel” dove il presente tende a farsi precario e i protagonisti fuggono da qualcosa o qualcuno dentro tempi non prorogabili e a scadenza precisa, allora direi andando di fantasia.

Ivan: Immaginavasi, forse, l'ignaro lettore che giunti saremmo a sì dotto livello di dissertazione? Probabilmente sì, ma il dovere ci chiama e proseguiamo con le domande: sempre nel rispetto del precedente assioma sulla narrativa, quante volte hai vissuto un salto temporale?     

Patrizia: Tante volte quante chi scrive manuali di sopravvivenza per gli zombie ne abbia visto uno addentare i passanti al semaforo.

Ivan: Torniamo alla letteratura, ti piacerebbe diventare come Donato Carrisi?

Patrizia: Togli il come. Mi piacerebbe diventare Donato Carrisi. Quello che viene pubblicato e letto a prescindere. Quello che non deve dimostrare niente perché è un dogma vivente. Quello che se il suo ultimo romanzo ti è piaciuto compri il successivo, e se non ti è piaciuto compri il successivo.
Quello che ai suoi discepoli dice che i momenti più belli della vita di uno scrittore sono quelli in cui gli editori ti sbattono la porta in faccia, altro che il successo…

Ivan: Comunque, mi riferivo alla calvizie.

Patrizia: Ma perché, Donato Carrisi è calvo?

Ivan: Proseguiamo... Generalmente uno scrittore è anche un forte lettore, quante volte hai letto Le ombre azzurre?

Patrizia: Mi sa che una decina  mi è toccato farlo.

Ivan: Per amore o per senso del dovere?

Patrizia: Per fargli le pulci.

Ivan: E perché le ombre sono azzurre e non di un altro colore?

Patrizia: Ombre Rosse era già stato usato, per dire…

Ivan: Infine, che cosa apprezzi dello stile narrativo di Luigi Pirandello?

Patrizia: Google mi dice che è lineare, sintetico, colloquiale.

Ivan: E di Fabio Volo?

Patrizia: Google non mi dice. Ho provato a cercare “poetica di Fabio Volo” ma niente.
Però ho trovato questa frase nella raccolta “le frasi più belle di Fabio Volo”: “amo le labbra perché sono costrette a non toccarsi se vogliono dire ti odio e obbligate a unirsi se vogliono dire ti amo.” Geniale.

Ivan: Pensi che sia realistica la comune opinione che Fabio Volo sia l'erede di Pirandello?  

Patrizia: Temo che nell’opinione comune sia andato oltre…

Ivan: Sono certo che non ti si possa contraddire. D'altronde tra un Premio Nobel e il protagonista di una pubblicità televisiva c'è un abisso di potere. Ah, per amor di precisione, il Premio Nobel è stato assegnato a Pirandello...

Non mi resta che ringraziarti per esserti prestata tanto amabilmente a questa intervista surreale. A presto e buona fortuna!

Ivan lo Stupido


Patrizia Mucciolo
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