lunedì 21 settembre 2015

Ho letto Cronache di redazione

Cronache di redazione
di Flavio Gandini


Ernesto Farro è un giornalista. Un cronista, per la precisione, che muove i suoi primi passi in un piccolo giornale di provincia e approda in breve tempo nel più importante quotidiano d’Italia.
Ha l’anima del reporter, non gli manca il coraggio e all’occorrenza sa fare appello a uno stile tutto suo di diplomazia. Queste qualità, unite a un’indole curiosa e determinata, lo portano ben presto a distinguersi, fino a ricoprire l’incarico di vicedirettore. Ma né la posizione raggiunta né l’età che avanza sono in grado di imprigionare nella routine il suo spirito indomabile, ed è così che, mentre in redazione assolve diligentemente al suo ruolo di responsabile, appena fuori dagli uffici del giornale torna ad essere il verace giornalista a caccia di notizie, che trova in un giovane grafico un alleato d’eccezione.
Cronache di redazione è un romanzo ricco di storie e di sfaccettature, un romanzo che si srotola come un gomitolo, e a ogni pagina, a ogni capitolo, mostra nuovi personaggi e nuovi scorci di vita tessuti insieme dall’abilità investigativa del protagonista.
Farro ci racconta il suo incredibile esordio alla Gazzetta di Cicoria, giornale anomalo per gli ingenti capitali di cui dispone; insieme a lui finiamo sulle tracce di un lupo assassino, in una vicenda che sconfina quasi nella favola; arriviamo sulla scena del crimine in una comune di spiritualisti e veniamo guidati passo a passo dal fedele seguace della guida del gruppo; finiamo tra le spire di un ambiguo psicologo per dimostrare l’innocenza di un ragazzo schivo e riservato…

Di Cronache di redazione mi ha stupito un fatto curioso: le storie raccontate sono profondamente impregnate di realtà, eppure sembrano inverosimili, frutto di una fantasia lasciata senza briglie. Dopo un primo momento di perplessità, mi sono chiesta il perché di questo strano effetto e ho capito che non dipende dai fatti in sé, ma da come sono narrati.
Questa percezione è il risultato della singolare arte narrativa dell’autore.
Flavio Gandini, infatti, sa cogliere le sfumature grottesche, ironiche e divertenti racchiuse nei frammenti di vita vera e riesce a catturarle sulla pagina per regalarle al lettore.
Oserei dire che ha conservato l’innocenza tipica dei bambini, che sanno vedere gli aspetti buffi della vita e riderne, ma con una marcia in più, perché applica questa dote alle “cose dei grandi”. Così facendo, dona al lettore un po’ del suo candore e, tra le righe, lo invita a non prendersi troppo sul serio.

Non è facile tradurre in parole il gusto che mi ha lasciato questo romanzo una volta concluso, perché le emozioni che ho provato sono state molte. Mi ha stupito, incuriosito, catturato. Mi ha strappato ben più di un sorriso (d’accordo, ammetto che in parecchi passaggi ho riso proprio di cuore). Mi ha anche fatto riflettere sulla vita, sulla natura umana e sulla società. Ma forse, in questo ventaglio di emozioni, quella che permane più a lungo, quella che ha fatto da filo conduttore e mi è rimasta addosso come una seconda pelle è la meraviglia.
Il piacere sottile di guardare il mondo con gli stessi occhi curiosi e appassionati del protagonista Ernesto Farro. Occhi che l’esperienza ha reso disincantati, ma che il cuore mantiene puri e amanti del vero e della giustizia.
La personalità di Farro, ruvida e sincera, è quella che, a libro chiuso, mi ha fatto avvertire il desiderio pressante di passare ancora del tempo in sua compagnia e, per la prima volta, non ho saputo resistere alla tentazione di chiamare immediatamente l’autore.
«Gandini, non lasciarmi orfana di Farro!» sono esplosa, prima ancora di dire chi ero.
Lui è scoppiato a ridere (deve avermi riconosciuta) e mi ha rassicurato: «Tranquilla, Farro è ancora sulla cresta dell’onda».

Flavio Gandini
Nike


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puoi acquistare l’ebook:

Fra poco sarà disponibile anche il libro.
Vi terremo aggiornati!

Buona lettura!

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2 commenti:

  1. wow bellissima questa recensione e direi indiscutibilmente MERITATA!!!!

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