sabato 30 gennaio 2016

Il vizio che fa bene

Chi ama leggere sa che molte scoperte sono state anticipate dalla fantasia degli scrittori e questo ci insegna che non ci sono limiti alla possibilità di conoscere se oltre alla ragione usiamo anche il cuore e l'intuito.
È proprio seguendo un'intuizione che da secoli gli astronomi cercano le conferme dell'esistenza di un altro pianeta nel nostro Sistema Solare, e recentemente, l'autorevole rivista scientifica The Astronomical Journal ha pubblicato uno studio di Konstantin Batygin e Mike Brown, astronomi del California Institute of Technology, proprio sull'esistenza di questo nuovo pianeta.
 

Sembra che il corpo celeste in questione sia grande dieci volte la Terra, si trovi a una distanza di 600 volte quella che separa noi dal Sole e impieghi dai 10 ai 20 mila anni per compiere un'intera rivoluzione solare. Dico sembra, perché siamo ancora nel campo delle ipotesi, in quanto il pianeta non è stato osservato direttamente, ma ne è stata dedotta l'esistenza dalla rilevazione di perturbazioni gravitazionali prodotte sui pianeti più vicini, come Nettuno.
L'osservazione del movimento di alcuni degli oggetti più lontano nel Sistema Solare, che si trovano nella Fascia di Kuiper, ha messo in evidenza delle orbite decisamente strane, come se il loro moto fosse influenzato dal campo gravitazionale di un corpo molto massiccio.
L'utilizzazione di questo metodo non è nuova nella storia dell'astronomia, infatti è così che sono stati scoperti Urano, nel XVIII secolo, e Nettuno, nel XIX secolo.
“Sebbene fossimo inizialmente molto scettici che questo pianeta potesse esistere, - ha dichiarato il professor Konstantin Batygin - man mano che abbiamo continuato a studiare la sua orbita e ciò che poteva significare per il Sistema Solare esterno, ci siamo convinti sempre di più che è là fuori. Per la prima volta in 150 anni abbiamo un'evidenza solida che il censo planetario del Sistema Solare è incompleto”.
Le origini di questo pianeta restano misteriose. Gli autori dello studio ipotizzano che possa avere dimensioni simili a quelle di Giove, Saturno o Urano, e che in passato possa essere finito ai confini del nostro Sistema Solare per effetto di una “carambola gravitazionale”. Ciò che è certo, però, è che se questa scoperta fosse confermata, potrebbe rivoluzionare l'intera visione del Sistema Solare.

La notizia è curiosa e interessante, e sprona tutti noi che amiamo leggere storie, magari anche scriverne e soprattutto adoriamo viaggiare con la fantasia, a continuare in questo “vizio” tanto benefico per l'umanità e la sua evoluzione.
E ora non mi resta che augurare una buona giornata a tutti, specialmente a quelli che credono nel potere della fantasia e nel coraggio delle idee!
Morgana

mercoledì 27 gennaio 2016

lunedì 25 gennaio 2016

Questa è la notizia eclatante

Dopo il grande successo riscosso dal filmato di Natale
vi proponiamo una nuova realizzazione di G&V
Abel di Patrizia Mucciolo

Abel, la storia che commuoverà il mondo
Un filmato da vedere con il fiato sospeso fino all'ultimo istante

Preparate i pop corn 
(pochi perché dura meno di quattro minuti)
e non dimenticate che ognuno di noi
protrebbe avere un Abel che lo insidia
occultato dalle tenebre più profonde!
 
Ma la soluzione c'è...

Pronti?

Ciak, si parte!


Aspetto i vostri commenti.
Ivan

domenica 24 gennaio 2016

Che ne dite, accogliamo un nuovo collaboratore?


Per introdurre il possibile inserimento di un nuovo collaboratore nell staff di G&V, pubblico (senza ulteriori commenti) lo scambio di e-mail avvenuto subito dopo la pubblicazione del precedente post.

*** 

Ecco, lo sapevo! A me non avete detto niente, così in cucina mi stanno già preparando la cena domenicale sulla base del planning culinario che ho stilato da tempo immemorabile e che non posso modificare seduta stante.
Già immagino quanto mi sentirò solo, emarginato, rifiutato e sconfitto. Non faccio parte della vostra élite di umani gioiosi... e neppure di altri gruppi omogenei. Sono un reietto, un profugo, un esule!
E così, questa sera, le mie lacrime scivoleranno nel piatto inzuppando, goccia a goccia, l'aluccia di canard à l'orange e, probabilmente qualcuna delle tristi stille cadrà anche sui crostini di farro, futilmente spalmati di burro di lepre e miele di rododendro alpino, neppure la dolcezza di quest'ultimo nettare potrà mitigare il sapor di fiele di cui le mie papille gustative saranno intrise.

 Perché non mi volete bene? Cosa devo fare per entrare nello staff di G&V?
Jacopo Felice

P.S. Hai visto? Sono riuscito a scrivere tempestivamente una epistola di posta elettronica.
*** 

Caro Jacopo,
il tuo messaggio (di solito non si chiamano epistole!) mi stupisce. Quando ti sei presentato timidamente al nostro blog, ti abbiamo accolto a braccia aperte... Ora ci chiedi come poter entrare nel nostro circolo di persone felici e spensierate... Perché non l'hai domandato prima? Noi accettiamo collaborazioni a patto che le proposte di intervento vengano concordate preventivamente e siano in linea con il nostro stile.
Per quanto riguarda la tua cena, vorrei usare quelle che immagino sarebbero le parole della mia nonna paterna: «Sa gh'èt ad crià? Vé chi, a tajà 'l sigùli».
Frase che traduco immediatamente per avvicinarmi al tuo modo espressivo che, per inciso, ti comunico appare un tantino ottocentesco:
«Perché il tuo delicato e candido animo è sì pervaso di dolore tanto da far calare copiose lacrime a solcare il tuo dolce volto d'infante? Già che in cotali condizioni versi, perché non ti dedichi ad affettare codesti alimentari bulbi, i cui effluvi non cambierebbero peraltro punto la tua lacrimosa situazione?».
Come avrai notato mia nonna era dotata di uno spiccato dono della sintesi, ma la spiegazione che ti ho dato è realistica.
Ora avrei un paio di domande da farti:
- se spiluzzichi un'aluccia, il resto dell'anatra che fine fa?
- dato che il burro si fa con il latte, chi è riuscito nell'impresa di mungitura delle lepri, onde ricavare la materia prima?


E per finire, chi ti ha introdotto a questa diabolica tecnologia? Non riesco a credere che tu abbia fatto tutto da solo, soprattutto con gli occhi pieni di lacrime.
Ivan


Notizia eclatante

Questa sera lo staff di G&V sarà accomunato da un unico destino: a cena ci saranno verze per tutti!
E adesso, non cominciate con le solite esclamazioni: "Chissenefrega!" "Sai che notizia!" "Che cosa vogliono questi da me?" eccetera.
Be', non fate così, altrimenti dovrei fare la stessa cosa quando vedo il telegiornale.
Sono crollate le borse? Di azioni non ne ho...
C'è stato un terremoto nelle Filippine? Io non ho sentito niente...
È affondata un'imbarcazione nell'Egeo? Il mio gommone sta benissimo...
Per la miseria, siamo tutti sullo stesso Pianeta, non possiamo pensare soltanto a noi stessi!
Ma torniamo alla verza. Questo alimento invernale, dall'aspetto affascinante per le venature e armonioso per come ogni foglia avvolge e protegge quelle sottostanti, è conosciuto fin dall'antichità ed è di origine locale, non come la patata che è arrivata in Europa nella seconda metà del Cinquecento! Nell'antica Grecia era addirittura considerata sacra e i Romani dell'epoca imperiale la usavano a scopi terapeutici oltre che come antidoto all'assunzione di vino in dosi eccessive.
Comunque, a parte di questi dettagli storici, nell'Italia Settentrionale la verza è un simbolo dell'inverno, un poetico alimento che richiama immagini di famiglie riunite attorno al fuoco intente a scofanarsi polenta e verza, magari con qualche costina di maiale in aggiunta. È un quadretto che richiama quello delle castagne, magari un po' più epicureo. E potrei dilungarmi ancora, fino a stendere un'elegia della verza, la "Verziade", cosa che non intendo fare (per fortuna, direte voi).
Anche perché la notizia non era affatto questa.

Sorpresi?

L'annuncio è:
da lunedì mattina sarà visibile, in anteprima mondiale assoluta (e sapeste l'invidia dei più grandi colossi dell'editoria...) il filmato di Abel. Un video da gustare, quasi come una verza ben cucinata. Guardatelo, poi mi direte se vi ha conquistato oppure no.

E se adesso siete curiosi di sapere chi o che cosa è Abel, abbiate fede e ve lo sveleremo. 
Alla prossima puntata! 

Ivan lo Stupido

Questo è un bottone!

https://www.youtube.com/channel/UCN771a4N6QM1bEKNEVsl42w
Non abbiate paura di cliccarlo, 
non succederà niente di pericoloso!

Conosciuto fin dall'antichità, il cavolo (Brassica oleracea) era considerato sacro dai Greci; i Romani lo utilizzavano per curare le più svariate malattie e lo mangiavano crudo, prima dei banchetti, per aiutare l'organismo ad assorbire meglio l'alcool.

Tratto da: http://www.alimentipedia.it/verza.html
Copyright © Alimentipedia.it


Conosciuto fin dall'antichità, il cavolo (Brassica oleracea) era considerato sacro dai Greci; i Romani lo utilizzavano per curare le più svariate malattie e lo mangiavano crudo, prima dei banchetti, per aiutare l'organismo ad assorbire meglio l'alcool.

Tratto da: http://www.alimentipedia.it/verza.html
Copyright © Alimentipedia.i

sabato 23 gennaio 2016

giovedì 21 gennaio 2016

Leggere, sì! Ma cosa?

La nostra missione, quella di promuovere la lettura, che sia specialistica, rilassante, confortante, d'evasione o chissà che altro, parte da un presupposto inconfutabile: leggere è confrontarsi!
Nessuno di noi può avere la stessa identica percezione di un evento o di uno scenario. È un po' come il DNA, come le impronte digitali. Ognuno vede, sente e considera in modo soggettivo.
Leggere di esperienze altrui è un modo per ampliare il proprio bagaglio percettivo.
E, fin qui, potrebbero andar bene anche i soliti post, quelli che dicono "oggi è lunedì e comincia una settimana di lavoro... Quando verrà sabato?", oppure (cosa che allarga gli orizzonti più del caso precedente) leggere la guida del telefono, almeno ci sono nomi e cognomi quasi inimmaginabili.
In realtà, parlo dell'effetto terapeutico del leggere libri.
Quelli che richiedono (e a volte sono la scusa per) mezz'ora di tranquliilità, di riunione con se stessi, di meditazione profonda e, ci voglio aggiungere, trascendenza, catarsi.
Però...
...deve essere un BEL LIBRO.

A presto,
Ivan lo Stupido

domenica 17 gennaio 2016

La bussola interiore

A volte capita di perdere l'orientamento, come se la nostra bussola interiore non riuscisse più a segnare la giusta direzione.
In questi casi, pensare a che cosa faremmo se fosse il nostro ultimo giorno sulla terra, può darci lo stimolo giusto per rimetere in ordine la scala dei valori e delle priorità.
Così ritroviamo la rotta con sicurezza. Verso ciò che più conta per noi.
Buona domenica!

Guerrieri stanchi di lottare di Samantha Fumagalli

Link per l'aquisto:

venerdì 15 gennaio 2016

Sorridiamo!

Cari lettori,
oggi vogliamo inaugurare quasta giornata con un proverbio giapponese che regala buonumore e promette qualcosa di buono...
Quindi... SORRIDIAMO e facciamo entrare nella nostra vita entusiasmo e gioia.
Buona giornata!

Morgana

giovedì 14 gennaio 2016

Danzare nella pioggia

Nella vita incontreremo sempre qualche tempesta. Arrabbiarsi, deprimersi o apettare che passi è uno spreco di tempo e di energie. Molto meglio imparare a danzare nella pioggia.
Gustiamoci insieme questo video e BUONA DANZA A TUTTI!


Link per l'aquisto:

mercoledì 13 gennaio 2016

lunedì 11 gennaio 2016

Pubblicato il video sull'avvistamento UFO

Cari lettori,
venerdì abbiamo parlato dell'avvistamento UFO di cui il nostro amico Jacopo Felice Ortis è stato testimone e oggi vi informo che l'associazione Vega ha provveduto a rendere pubblico il filmato sul suo canale YouTube.
Il comitato dell'associazione Vega e noi di G&V siamo prudenti nell'abbracciare la tesi dell'astronave aliena, ma ci è parso giusto lasciare libertà di espressione.
Ognuno potrà vedere con i propri occhi e farsi un'opinione personale.
Il filmato è alquanto originale, nel senso che si discosta notevolmente da ciò che siamo abituati a vedere.
Poiché non è mia abitudine emanare sentenze, lascio a voi il piacere di esprimere pareri in proposito all'autenticità o meno delle immagini.


 
Alla prossima,
Ivan lo Stupido

venerdì 8 gennaio 2016

Possiamo parlare di avvistamento U.F.O.?

L'uomo che speraCari lettori,
ho ricevuto poco fa un messaggio (con allegato un breve filmato) dal nostro amico e lettore Jacopo Felice Ortis.
Il video è molto particolare, ma non sta a me giudicare e non ho nessuna intenzione di farlo... Jacopo Felice Ortis mi ha chiesto una cortesia e io lo accontento. Seppure con qualche perplessità.
Un'ipotetica astronave aliena, o meglio un U.F.O. (oggetto volante non identificato), che nel filmato si riduce a un punto luminoso, è stata filmata nell'atto di proiettare frequenze luminose verso un palazzo.
Mi sembra che il soggetto esuli dai nostri abituali argomenti, ma preferisco, come ho già detto, evitare di giudicare a priori. Come sanno tutti i lettori che ci seguono, il mio motto è "perché no?" e anche in questo caso mi sono detto "perché non dare spazio al nostro amico?"
A seguire potete leggere il messaggio di Jacopo.

Noi di G&V aspettiamo di leggere i vostri commenti. 
E non dimenticate di iscrivervi al nostro Blog come lettori fissi o di seguirci tramite email, se volete ricevere gli avvisi relativi alle prossime iniziative.
Ivan lo Stupido

Caro Ivan,
L'uomo che si disperati scrivo perché sono stato testimone di un avvenimento terrificante. Mi trovavo sulla terrazza di un albergo della Côte d'Azur insieme ad alcuni amici, quando in cielo è apparso un punto luminoso che, fermo in altezza, mutava continuamente di colore e dimensione. Uno degli amici, W. D. di Los Angeles, è un cineamatore dilettante e, per somma fortuna, era dotato dell'attrezzatura necessaria per le riprese.
Sono certo che fosse un'astronave aliena e bisogna darne notizia immediatamente a quanta più gente possibile.
Ti chiedo, pertanto, di divulgare il video con tutti i mezzi di cui disponi, in quanto, seppure io nutra un'avversione profonda per la tecnologia, so che il suo utilizzo è inevitabile.
Conto sul tuo aiuto in virtù della disponibilità che hai dimostrato nei miei confronti, anche se, ne sono desolato, il mio stato d'animo di profonda disperazione non è cambiato granché. Anzi, dopo aver assistito da spettatore inerme alle scene che vedrai tra poco, mi sento ancora più minacciato.
So per certo che gli alieni da tempo immemorabile cercano di assumere il totale controllo del nostro povero, desolato e triste Pianeta, lavorando su molti fronti (dal controllo delle menti al mescolarsi con la razza umana); e temo che l'assalto che vedrai nel filmato (avvenuto nei primi giorni dell'anno) non sia un caso sporadico. Oltre alla Côte d'Azur, chissà quanti obbiettivi saranno stati raggiunti...
Grazie per l'attenzione e per la collaborazione.
Jacopo Felice Ortis


L'uomo che speraHo mandato il filmato al comitato dell'Associazione Vega (di cui G&V fa parte) per disporre della pubblicazione sul canale youtube.

Vi terrò informati.

Ivan lo Stupido

giovedì 7 gennaio 2016

Svegliarsi nel corpo di un altro...

Che cosa succede quando le Schiere del Male e quelle del Bene si fronteggiano per accaparrarsi nuovi seguaci e per difendere i propri "predestinati"? Chi sono gli Azuceni? E chi sono i Daturi?

  

Le ombre azzurre di Patrizia Mucciolo
Su fronti opposti, tra i predestinati, c'è un bambino che sparisce misteriosamente, e un uomo che si risveglia, privo di ogni ricordo, nei panni di un ragazzino... continua...

mercoledì 6 gennaio 2016

Missione compiuta

... e anche per quest'anno la Befana ha fatto il suo dovere...

 Buona giornata!

lunedì 4 gennaio 2016

La parola alla giuria

...forse è il caso di indire una riunione

L'uomo che spera, sempre
Tra una decina di minuti richiamerà Jacopo e non so come ripararmi dalle sue lacrime.
Già molti lettori hanno manifestato con +1 la loro solidarietà, ma i consigli ricevuti sono pochi. Ciò nonostante non ho intenzione di cedere alla visione tragico-distruttiva del mio antagonista, ma non posso al contempo dimostrarmi antidemocratico. Sia ben inteso mi riferisco al volere della maggioranza, non alle leggi statistiche.
A proposito di statistiche (mi permetto una divagazione in attesa dello squillo del telefono), perché quando le previsioni del tempo danno una percentuale di probabilità di pioggia del 10 per cento, non mi si bagna soltanto una manica?
 
Driiiin!
 
L'uomo che si disperaPronto, sono Jacopo. Ho primeggiato senza tema di smentita nel sondaggio? Hai visto la fotografia che ti ho inviato?

L'uomo che spera, sempreNo, i pareri ricevuti sono concordi con la mia tesi, il mondo non è un luogo oscuro e deprimente. Tutt'al più puoi consolarti con la comprensione che ti è stata dimostrata.
Comprensione accompagnata da qualche perplessità sul tuo stato di salute psichica.
Non ti consiglio una terapia farmacologica, ma...
...ascolta bene. Sono certo che tu disponga di una vasta cultura, che non ti manchino i mezzi e neppure il tempo libero. Ti propongo tre letture, nella speranza che possano esserti di conforto:
La prima è Kybalion di Ermete Trismegisto, dove puoi soffermarti sul sesto principio, di causa-effetto: "Ogni effetto ha la sua causa, ogni causa il suo effetto; tutto avviene in conformità di una legge, il caso è il nome dato ad una legge che non si conosce; pur se esistono diversi piani di causalità, niente sfugge alla legge".
La seconda è Ivan lo Scemo di Lev Nikolaevic Tolstoj, dove tutte le vicende narrate possono aiutarti a capire il precedente libro.
La terza è Guerrieri stanchi di lottare di Samantha Fumagalli che descrive perfettamente il percorso di trasmutazione da quello che sei a quello che potresti essere.
Relativamente alla fotografia che hai spedito, è stata messa in apertura. Alla tua immagine replico, però, con la riproduzione di un quadro...

Mica male, no?



L'uomo che si disperaMa io non voglio cambiare! Ho paura di cambiare... Non voglio correre il rischio di diventare come Alice nel Paese delle Meraviglie. Esigo che mi si lasci la libertà di soffrire e disperarmi!

La linea è caduta...

domenica 3 gennaio 2016

La parola ai lettori

Scene di vita urbana

Driiiin!

L'uomo che si disperaPronto? Sono Jacopo Felice. Come d'accordo ho richiamato puntualmente.


L'uomo che speraBuona giornata. Mi permetti di chiamarti Felice, vero? Il nome Jacopo, non so perché, mi sembra stonare con la tua visione del mondo... Ieri mi hai descritto condizioni di vita terrificanti, tanto da farmi immaginare un angolo d'inferno. Non per farmi gli affari tuoi, ma dove abiti? Ad Auschwitz? E hai per caso varcato un portale temporale che ti ha riportato indietro di settantatré anni? In tal caso non potrei darti torto, ma qualcosa mi suggerisce che la situazione non sia esattamente quella che ho ipotizzato.

L'uomo che si disperaAbito in una delle zone più malfamate di Milano, in via Montenapoleone. Mi hai etichettato, forse, come un lamentoso mitomane? Uno che ha il gusto di compiangersi, seppur privilegiato? Pesa che sono disoccupato, soffro di insonnia e di crisi di panico, come ho già avuto occasione di accennare, sono ipoteso, ma con forti attacchi di tachicardia, la mia pelle è ridotta in uno stato deprecabile, nonostante tutti i miei sforzi... Ma non sono al telefono per divulgare una sorta di certificato anamnestico. Ti chiamo per dichiararmi deluso e amareggiato, triste e sconfortato, preoccupato e ansioso, oltraggiato e offeso. Ed è in parte anche a causa del vostro filmato di auguri. Non che siate i soli spacciatori di false speranze, ma non siete esenti da responsabilità. Il solo fatto di operare su un terreno pubblico, sebbene selvaggio e cosparso di letali trabocchetti, come la Rete, fa sì che dovreste rispettare un'etica ed una morale di onestà intellettuale, evitando messaggi di pace e serenità che non sono per nulla credibili...

L'uomo che speraAspetta un attimo, Felice, conosco via Montenapoleone, ma temo che nel trasferimento dalla retina ai neuroni cerebrali, un misterioso filtro deturpi l'immagine che tu percepisci. Quando si parla di percezioni sensoriali, c'è poco da fare, entrano in gioco fattori soggettivi ineludibili.
Non sostengo di aver ragione, così come non pretendo di darti torto. Sono, però, certo che i tuoi occhi non vedono ciò che vedo io. Temo, inoltre, che la maggior parte delle persone la pensi come me. Ecco qui una foto della via dove risiedi scattata in epoca recente. Confrontala con l'immagine di apertura, che corrisponde alla descrizione che hai fatto della tua città. Non trovi una leggera discordanza?


L'uomo che si disperaAltro che discordanza! Questo è un fotomontaggio, un falso spudorato. L'icona idilliaca di un mondo che non esiste, realizzata al puro scopo di darla in pasto ad illusi benpensanti. Non hai dimostrato un bel niente. Perché non lasciamo l'ultima parola ai lettori di questo blog, indicendo una votazione in rete? Sono certo di avere la meglio.


L'uomo che speraE va bene, Felice! Chiunque desideri contribuire a porre fine alla singolar tenzone tra me e il "lacrimoso", potrà esprimere la propria opinione. Per i più frettolosi, sarà sufficiente scrivere: "voto per Ivan" oppure "voto per Jacopo".
Appuntamento a domani con le prime risposte.

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sabato 2 gennaio 2016

Iniziamo bene...



Driiiin!

L'uomo che si disperaPronto? Sono Jacopo Felice Ortis. Non so se ti ricordi di me, perché mai nessuno si ricorda di me... Comunque, ho testé preso visione dei vostri auguri natalizi e mi sono sentito in dovere di contraccambiare, caro Ivan. Questa, fondamentalmente, è la ragione che mi ha spinto a telefonare, nonostante l'avversione che provo per questi mezzi di discussione freddi e impersonali, come giustappunto il telefono, la metropolitana, il fax, in fonografo, le fotocopie, la TAV, i fast-food, i social network, le app di comunicazione, eccetera.

L'uomo che speraEhi, caro Jacopo Felice, mi fa piacere sentirti dal vivo. Se ben ricordo, abbiamo avuto un piccolo botta-e-risposta sul blog di G&V e mi pare che in quell'occasione avevi espresso pareri sconfortanti con i quali non ero d'accordo. Sono contento di sentirti in questa particolare occasione di serenità e ottimismo...

L'uomo che si dispera
Serenità? Ottimismo? Mio caro Ivan, con tutta la buona volontà, come si fa ad essere sereni ed ottimisti in quest'epoca di feroci tensioni sociali, di guerre sempre più spietate e cruente, di povertà incombente e diffusa, di inquinamento ai massimi livelli?
C'è poco da fare, io mi sento minacciato. Ho paura che i miei polmoni vengano aggrediti dalle polveri sottili, dall'ossido di carbonio o da sostanze propagate durante un attacco di guerra chimica. Ho paura di cadere vittima di feroci terroristi che si fanno esplodere all'interno di un grande magazzino, mentre io sono alla ricerca di uno straccetto da indossare. Ho paura dell'ostilità dei miei condomini. Ho paura del crollo delle Borse e dall'avvelenamento da cibo adulterato.
E se tra le settanta statuette di Capodimonte che mi hanno donato gli amici per Natale ce ne fosse una falsa, magari cinese e fabbricata con sostanze nocive che, attivate dal solleticare del piumino del domestico, si innalzano nell'aria per introdursi proditoriamente nella mia trachea? E se, a mia insaputa, la fedele cuoca (da anni alle mie dipendenze) fosse entrata a far parte di una brigata combattente islamica? E se qualcuno avesse introdotto dell'arsenico nelle boccette di ansiolitico che assumo per tenere sotto controllo le crisi di panico? E se l'acquedotto subisse un attacco? D'accordo, l'acqua non la bevo e posso anche procedere alle abluzioni quotidiane con l'acqua distillata, ma sulla lavastoviglie chi vigila? Un piatto avvelenato può avere conseguenze letali. Inoltre, con la sfortuna che incombe da sempre sopra il mio capo, come un'incandescente spada di Damocle, l'inquinamento elettromagnetico potrebbe provocare una proliferazione di ioni negativi che, a contatto con l'ossigeno presente nell'aria...


L'uomo che spera
Scusa se ti interrompo, ma oggi non sono in grado di gestire una conversazione del genere. Ci possiamo sentire domani? Mi telefoni tu più o meno a quest'ora?

Click...