sabato 30 gennaio 2016

Il vizio che fa bene

Chi ama leggere sa che molte scoperte sono state anticipate dalla fantasia degli scrittori e questo ci insegna che non ci sono limiti alla possibilità di conoscere se oltre alla ragione usiamo anche il cuore e l'intuito.
È proprio seguendo un'intuizione che da secoli gli astronomi cercano le conferme dell'esistenza di un altro pianeta nel nostro Sistema Solare, e recentemente, l'autorevole rivista scientifica The Astronomical Journal ha pubblicato uno studio di Konstantin Batygin e Mike Brown, astronomi del California Institute of Technology, proprio sull'esistenza di questo nuovo pianeta.
 

Sembra che il corpo celeste in questione sia grande dieci volte la Terra, si trovi a una distanza di 600 volte quella che separa noi dal Sole e impieghi dai 10 ai 20 mila anni per compiere un'intera rivoluzione solare. Dico sembra, perché siamo ancora nel campo delle ipotesi, in quanto il pianeta non è stato osservato direttamente, ma ne è stata dedotta l'esistenza dalla rilevazione di perturbazioni gravitazionali prodotte sui pianeti più vicini, come Nettuno.
L'osservazione del movimento di alcuni degli oggetti più lontano nel Sistema Solare, che si trovano nella Fascia di Kuiper, ha messo in evidenza delle orbite decisamente strane, come se il loro moto fosse influenzato dal campo gravitazionale di un corpo molto massiccio.
L'utilizzazione di questo metodo non è nuova nella storia dell'astronomia, infatti è così che sono stati scoperti Urano, nel XVIII secolo, e Nettuno, nel XIX secolo.
“Sebbene fossimo inizialmente molto scettici che questo pianeta potesse esistere, - ha dichiarato il professor Konstantin Batygin - man mano che abbiamo continuato a studiare la sua orbita e ciò che poteva significare per il Sistema Solare esterno, ci siamo convinti sempre di più che è là fuori. Per la prima volta in 150 anni abbiamo un'evidenza solida che il censo planetario del Sistema Solare è incompleto”.
Le origini di questo pianeta restano misteriose. Gli autori dello studio ipotizzano che possa avere dimensioni simili a quelle di Giove, Saturno o Urano, e che in passato possa essere finito ai confini del nostro Sistema Solare per effetto di una “carambola gravitazionale”. Ciò che è certo, però, è che se questa scoperta fosse confermata, potrebbe rivoluzionare l'intera visione del Sistema Solare.

La notizia è curiosa e interessante, e sprona tutti noi che amiamo leggere storie, magari anche scriverne e soprattutto adoriamo viaggiare con la fantasia, a continuare in questo “vizio” tanto benefico per l'umanità e la sua evoluzione.
E ora non mi resta che augurare una buona giornata a tutti, specialmente a quelli che credono nel potere della fantasia e nel coraggio delle idee!
Morgana

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