domenica 3 gennaio 2016

La parola ai lettori

Scene di vita urbana

Driiiin!

L'uomo che si disperaPronto? Sono Jacopo Felice. Come d'accordo ho richiamato puntualmente.


L'uomo che speraBuona giornata. Mi permetti di chiamarti Felice, vero? Il nome Jacopo, non so perché, mi sembra stonare con la tua visione del mondo... Ieri mi hai descritto condizioni di vita terrificanti, tanto da farmi immaginare un angolo d'inferno. Non per farmi gli affari tuoi, ma dove abiti? Ad Auschwitz? E hai per caso varcato un portale temporale che ti ha riportato indietro di settantatré anni? In tal caso non potrei darti torto, ma qualcosa mi suggerisce che la situazione non sia esattamente quella che ho ipotizzato.

L'uomo che si disperaAbito in una delle zone più malfamate di Milano, in via Montenapoleone. Mi hai etichettato, forse, come un lamentoso mitomane? Uno che ha il gusto di compiangersi, seppur privilegiato? Pesa che sono disoccupato, soffro di insonnia e di crisi di panico, come ho già avuto occasione di accennare, sono ipoteso, ma con forti attacchi di tachicardia, la mia pelle è ridotta in uno stato deprecabile, nonostante tutti i miei sforzi... Ma non sono al telefono per divulgare una sorta di certificato anamnestico. Ti chiamo per dichiararmi deluso e amareggiato, triste e sconfortato, preoccupato e ansioso, oltraggiato e offeso. Ed è in parte anche a causa del vostro filmato di auguri. Non che siate i soli spacciatori di false speranze, ma non siete esenti da responsabilità. Il solo fatto di operare su un terreno pubblico, sebbene selvaggio e cosparso di letali trabocchetti, come la Rete, fa sì che dovreste rispettare un'etica ed una morale di onestà intellettuale, evitando messaggi di pace e serenità che non sono per nulla credibili...

L'uomo che speraAspetta un attimo, Felice, conosco via Montenapoleone, ma temo che nel trasferimento dalla retina ai neuroni cerebrali, un misterioso filtro deturpi l'immagine che tu percepisci. Quando si parla di percezioni sensoriali, c'è poco da fare, entrano in gioco fattori soggettivi ineludibili.
Non sostengo di aver ragione, così come non pretendo di darti torto. Sono, però, certo che i tuoi occhi non vedono ciò che vedo io. Temo, inoltre, che la maggior parte delle persone la pensi come me. Ecco qui una foto della via dove risiedi scattata in epoca recente. Confrontala con l'immagine di apertura, che corrisponde alla descrizione che hai fatto della tua città. Non trovi una leggera discordanza?


L'uomo che si disperaAltro che discordanza! Questo è un fotomontaggio, un falso spudorato. L'icona idilliaca di un mondo che non esiste, realizzata al puro scopo di darla in pasto ad illusi benpensanti. Non hai dimostrato un bel niente. Perché non lasciamo l'ultima parola ai lettori di questo blog, indicendo una votazione in rete? Sono certo di avere la meglio.


L'uomo che speraE va bene, Felice! Chiunque desideri contribuire a porre fine alla singolar tenzone tra me e il "lacrimoso", potrà esprimere la propria opinione. Per i più frettolosi, sarà sufficiente scrivere: "voto per Ivan" oppure "voto per Jacopo".
Appuntamento a domani con le prime risposte.

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