sabato 14 maggio 2016

Questo è un mandrillo

Lo avete visto bene?
Certo, lo sappiamo tutti che il mandrillo ha quella faccia, più o meno, così come più o meno conosciamo quella del facocero (abbiamo visto il Re Leone...). Ma il mandrillo vero, guardatelo con attenzione, è meglio di un cartoon, e a disegnarlo da zero, a nessuno verrebbe in mente di mettergli  tutti quei colori. Insomma, chi l’ha inventato si è divertito parecchio. Ancora più di quanto non abbia fatto con l’ornitorinco, che è stato  assemblato con pezzi di ricambio, ma in fondo è di un colore sobrio.
Sono incappato in questa foto e sono rimasto a guardarlo per un po’ negli occhi, agganciato dalla sua espressione prima che dalle strisce e da quella barbetta gialla. E mi sono chiesto “ma è vero?”
Era vero.
Allora sono andato a documentarmi.
Il mandrillo è un primate catarrino. Mi fa ridere già questo.
Lo so, è da idioti, ma  primate catarrino mi fa pensare a uno che in una gara di scaracchi è quello che arriva più lontano. Con quella faccia poi, vuoi che non vinca lui?
Un maschio adulto misura mediamente circa 90–100 cm.  Se decide di stare in piedi, suppongo. Bah, l’avrei detto più alto… Comunque.
Il mandrillo è una scimmia assai variopinta. In effetti... 
Sul dorso il pelo è bruno scuro, con sfumature verde oliva. Verde oliva? Giuro, verde oliva.
Sul petto invece è giallastro, sul ventre biancastro, mentre sui fianchi è presente una fascia divisoria fra il dorso e ventre, di colore bruno chiaro. E questo è niente.
In tutto il corpo il pelame è un po' ruvido e ispido. Lo vedo che è  mica tipo da mettersi  il balsamo.
La testa del maschio è di dimensioni eccezionali rispetto al corpo. Un capoccione insomma, e guardate la pettinatura. Guardate il ciuffo in piedi e la disinvoltura con cui lo porta.
Dietro le orecchie si nota una macchia bianca, mentre il naso arde d'un rosso cinabro e i rigonfiamenti delle guance splendono di un blu fiordaliso. Blu fiordaliso. Mica che so, cobalto, oltremare. Fiordaliso.
Una mascherina nera incornicia gli occhi bruni, una barba giallo limone orna il mento. 

Vi risparmio, per discrezione, cos’altro ha di un rosso vivo, che tanto lo sapete già, ma aggiungo che ha callosità ischiatiche rosse cerchiate di blu.  Diciamo che le callosità ischiatiche sono quelle su cui si siede. Chiappe. Chiappe rosse cerchiate di blu. Praticamente un bersaglio.


Le mani sono nere. Me ne farò una ragione.

Come sempre avviene per gli animali fuori del comune, anche sulle spalle del mandrillo gravano parecchie leggende. Secondo alcune, questo soggetto assalirebbe gli uomini, aggredirebbe le donne (!!) e penetrerebbe nei villaggi, dove si lascerebbe andare al più sfrenato saccheggio.

Io però a 'ste cose non ci credo. Ma dai, vi sembra il tipo
Mi da più l’idea che sia uno meditativo. Un po’ rude magari, ma in un certo qual modo incline alla riflessione. Forse qualche saccheggio ogni tanto. Spinto dalla necessità perché insomma, non è che possa andare proprio al supermercato.

E un certo Brehm, un biologo che all'epoca ce la sapeva, rincarando la dose lo ha definito a suo tempo  "caricatura del diavolo, allegoria del vizio, mostro demoniaco, creatura ripugnante".

Allegoria del vizio, sappiamo perché. Gli attributi evidenziati in rosso gli hanno creato una fama da mandrillo  erotomane che non si merita, o almeno non più di quanto non se la meriti qualsiasi altra scimmia.
Caricatura del diavolo...




Be’ certo, incontrarlo così, al buio…
Però, quello sguardo franco e diretto (?) quei cosi fiordaliso, quel pizzetto giallo...
Quasi quasi mi faccio una T-shirt con la scritta QUESTO È UN MANDR 
No, forse no

Martin

Nessun commento:

Posta un commento