mercoledì 6 luglio 2016

Lassù qualcuno ci ama

Eh sì, è proprio il caso di dirlo: lassù qualcuno ci ama.
E ne abbiamo la prova inconfutabile.
Per dimostrarvelo, mi occorre un pizzico di attenzione e un poco del vostro tempo, perché devo servirmi di alcune osservazioni scientifiche. Tranquilli, però, sarò semplicissima.
Partiamo da Gaia, la grande madre che ci accoglie, ci nutre e ci fa crescere.
Gaia che galleggia nello spazio insieme ad altri pianeti.

Gaia meravigliosamente inserita in un misterioso Sistema Solare.
Come un grande organismo vivente, Gaia è protetta da uno scudo invisibile che la scherma dalle esplosioni solari e dalle tempeste elettromagnetiche.

Sto parlando di una gigantesca nube di gas freddo elettricamente carico, chiamata plasmasfera, che inizia da 1000 chilometri dalla Terra e si estende per migliaia di chilometri nelle fasce di Van Allen.
Qui apro una parentesi doverosa: le fasce di Van Allen sono due “cinture” di gas elettricamente carico, ricche di elettroni ad alta energia e protoni, imprigionate nel campo magnetico terrestre a una distanza fissa dal pianeta. La loro presenza, ipotizzata prima dell'era spaziale, è stata confermata nel 1958 dal lancio delle missioni Explorer 1, supervisionate dal professor James van Allen.


Ma vediamo, in sintesi, come funziona la plasmasfera.
Quando il campo magnetico della Terra viene in contatto con quello del Sole, si innesca un processo chiamato “riconnessione magnetica” che genera forti correnti elettriche, pericolose per il nostro pianeta. È qui che entrano in gioco gli scudi di plasma, perché rallentano il processo di riconnessione magnetica e proteggono la vita sulla superficie della Terra.


La scoperta, descritta sulla rivista Science, è frutto della collaborazione fra la Nasa e il Massachusetts Institute of Technology (Mit), dove i ricercatori hanno combinato le osservazioni del campo magnetico fatte dalla Terra e dai satelliti.
Successivi studi hanno posto in evidenza una barriera, a circa 11.000 chilometri dalla Terra, in grado di respingere gli elettroni killer che sfrecciano attorno al pianeta a velocità elevatissime.
È come se gli elettroni si schiantassero su una parete di vetro nello spazio. Impressionante, vero?


I ricercatori definiscono questo scudo “un fenomeno estremamente enigmatico” dall'origine non chiara. Ipotizzano che possano esserne coinvolti il campo magnetico terrestre e la plasmasfera, ma sono ancora oscuri i veri processi che generano questa forte barriera nello spazio.
Per svelare il mistero, nel 2012, sono state lanciate dalla Nasa le due sonde gemelle Van Allen, e ancora oggi si continuano a osservare le regioni coinvolte dal fenomeno miracoloso.


Miracoloso, sì, perché per noi corrisponde alla vita sulla Terra, alla nostra vita.
Gaia è custodita”, e con essa le piante, gli animali e gli esseri umani.
Ora, sapere di essere protetti da un potentissimo “scudo spaziale” non può farci che piacere.
Ci regala la sensazione che la vita sul nostro pianeta sia importante, che addirittura stia molto a cuore a qualcuno. Suvvia, ammettiamolo, ci dà la certezza che lassù Qualcuno ci ama.
È indiscutibile, inoppugnabile, incontrovertibile.
È chiaro, evidente, palese: noi siamo amati, protetti e coccolati dall'alto.
Se poi questo Qualcuno sia Dio, la Natura (nella sua accezione più ampia) o una forma di vita aliena, che importanza può avere?
Lo scudo è un fenomeno naturale? E stato posto lì da Dio? È mantenuto in perfetta attività dagli angeli? O lo hanno creato gli abitanti di un pianeta molto più evoluto del nostro?


A ognuno la sua risposta.
Quel che è certo è che possiamo inaugurare il mese con una buona notizia!

Morgana

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