giovedì 9 marzo 2017

La via per la longevità - 7° parte

(seguito di La via per la longevità - 6° parte)


I condizionamenti sociali. Ogni epoca ha e ha avuto le sue “stranezze”, che sono tali se considerate a posteriori. Infatti, quando osserviamo certi comportamenti del passato con occhi "programmati dalla visione dei tempi moderni", tendiamo a pensare: “Ma che diavolo avevano nel cervello i nostri antenati?”. E dimentichiamo che noi stessi, a breve, saremo gli stessi ridicoli antenati per le generazioni a venire.



Volete qualche esempio?
Vi accontento subito!
Iniziamo dal cibo...

Vi piacerebbe mangiare sdraiati su un triclinio, ingozzandovi di frutta e carne con le mani?
«Impensabile, vergognoso, volgare, antigienico!»
Il tutto perché non vivete all'epoca dell'antica Roma imperiale, perché allora era normalissimo.

Forse preferireste una tavolata così? Neanche?
Ma se sono passati soltanto cent'anni!

Va bene, allora, proviamo con questa: una cena a base di aringa e polenta, in cui l'aromatico (dipende dai gusti...) pesce dondola sospeso sopra la tavola e i commensali insaporiscono il boccone strofinandolo "sull'impiccato".
Vedete con quale distratta eleganza le signore applicano il rituale? E con quale deliziata attenzione il gentiluomo la osserva?

Passiamo ora all'abbigliamento...

Ecco un esempio della tenuta balneare di poco meno di cent'anni fa.
A parte l'omologazione (sembrano un po' troppo standardizzate), le graziose fanciulle ritratte non avranno certo immaginato che i loro nipoti e pronipoti si sarebbero scandalizzati per qualcuno che fa il bagno troppo coperto...

Un'allegra brigata pronta per la gita (presumo domenicale) in bicicletta. Ma che "stranezza"! Ci si può vestire in quel modo?

Il medesimo discorso vale anche per questo centauro.

Oggi, che ci sentiamo tutti professionisti anche quando sfrecciamo a quarantasette chilometri orari su un'autostrada a quattro corsie, dobbiamo come minimo essere attrezzati con i più recenti capi tecnologici d'abbigliamento. Non importa se siamo comodi come in una cassa di lamiera, quel che conta è l'immagine.

Passiamo, per concludere la rassegna, al tema del volo che ha sempre affascinato l'uomo fin dai tempi più remoti.

L'avventura di Dedalo e Icaro non è finita benissimo, almeno per il secondo. Bisogna, però, ammettere che i due si trovavano in una situazione d'emergenza, ma la mitologia, come conclusione della triste impresa, ci offre il seguente insegnamento: non esagerare, potrebbe essere fatale!

Questa immagine ritrae un personaggio che a volare ci riusciva davvero, per quanto in estrema semplicità.


Adesso, ormai, che volare è diventato talmente consueto, pensiamo di volteggiare nel vuoto così, in assenza di gravità.
Sarà tanto divertente? Ognuno ha i propri gusti...

Continua...

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