domenica 4 novembre 2018

mercoledì 31 ottobre 2018

Fantasmi, again...



A noi di Hallowen ci importa poco, però i fantasmi sono sempre un bell'argomento.
Questo, per dire, l'ho fotografato io
 (che sono un burlone)




- Potevi farla un po' più chiara 'sta foto, Martin...
- Be' ma non è che il tipo si sia messo proprio in posa... ho scattato al volo, prima che si avvicinasse troppo...
- Sei il solito cazzaro Martin...
- See vabbé...



sabato 27 ottobre 2018

Se...


Se

Se saprai mantenere la testa quando tutti intorno a te la perdono, 
e te ne fanno colpa,
se saprai avere fiducia in te stesso quando tutti ne dubitano,
tenendo però considerazione anche del loro dubbio.
Se saprai aspettare senza stancarti di aspettare,
o essendo calunniato, non rispondere con calunnia,
o essendo odiato, non dare spazio all’odio,
senza tuttavia sembrare troppo buono, né parlare troppo saggio.
Se saprai sognare, senza fare del sogno il tuo padrone,
se saprai pensare, senza fare del pensiero il tuo scopo,
se saprai confrontarti con Trionfo e Rovina
e trattare allo stesso modo questi due impostori.
Se riuscirai a sopportare di sentire le verità che hai detto
distorte dai furfanti per abbindolare gli sciocchi,
o a guardare le cose per le quali hai dato la vita, distrutte,
e piegarti a ricostruirle con i tuoi logori arnesi.
Se saprai fare un solo mucchio di tutte le tue fortune
e rischiarlo in un unico lancio a testa e croce,
e perdere, e ricominciare di nuovo dal principio
senza mai far parola della tua perdita.
Se saprai serrare il tuo cuore, i tendini e i nervi
nel servire il tuo scopo, quando sono da tempo sfiniti,
e saprai tenere duro quando in te non c’è più nulla
oltre la Volontà che dice loro: “Tenete duro!”.
Se saprai parlare alle folle senza perdere la tua virtù,
o passeggiare con i Re, rimanendo te stesso,
se né i nemici né gli amici più cari potranno ferirti,
se per te ogni persona conterà, ma nessuno troppo.
Se saprai riempire ogni inesorabile minuto
dando valore a ognuno dei sessanta secondi,
Tua sarà la Terra e tutto ciò che è in essa,
e, quel che più conta, sarai un Uomo, figlio mio!


Joseph Rudyard Kipling (1865 – 1936) scrittore britannico
(autore di Il libro della giungla, Capitani coraggiosi)

giovedì 25 ottobre 2018

Aforismi del buongiorno


«Qualunque decisione tu abbia preso per il tuo futuro, sei autorizzato, e direi incoraggiato, a sottoporla ad un continuo esame, pronto a cambiarla, se non risponde più ai tuoi desideri».
Rita Levi Montalcini

mercoledì 24 ottobre 2018

Tempo di Halloween



Halloween è una festività di origine celtica, ma non è estranea alla tradizione italiana, dove compare come Notte delle Lumere. Si tramanda che durante questa notte si costruissero figure e maschere con le sembianze di teschi, per esorcizzare l'idea della morte nei giorni in cui il mondo dei vivi entrava in contatto con quello dei defunti.
In questo periodo dell'anno, in cui il freddo si avvicina, le giornate si accorciano e tutto è avvolto in un'atmosfera misteriosa, cosa c'è di meglio che leggere un bel thriller?

In promozione per Halloween l'ebook ANIME IN TRAPPOLA di Samantha Fumagalli a € 1,99 (al posto che 3,99)

Link
Amazon
Ibs

Due parole sul romanzo

Il filosofo, la strega, il musicista, il cultural-creativo, la seduttrice, il pragmatico, l'anima tormentata, il gaudente. Personaggi diversi tra loro, ma con un collante eccezionale: l'amicizia.
Tutto inizia con uno strano presagio e con il ritrovamento di un corpo marchiato a fuoco con un macabro simbolo. La speranza che si tratti di una coincidenza è destinata a non durare e gli otto amici, partiti per una vacanza in montagna a Brunico, devono intraprendere un'indagine serrata, che metterà in crisi il concetto di cosa sia reale e cosa non lo sia.
Una catena di omicidi inspiegabili, uno spietato individuo e un piano diabolico.
Quali sono le vere cause di decessi apparentemente naturali?
Qual è il significato del simbolo?
E tu, cosa faresti se il soprannaturale invadesse la tua esistenza e minacciasse la tua stessa vita?

martedì 23 ottobre 2018

Amo l'autunno...


"Amo l’autunno, triste stagione che si addice ai ricordi. Quando gli alberi non hanno più foglie, quando il cielo serba ancora al crepuscolo il color rosso che indora l’erba appassita, è dolce guardare spegnersi ciò che prima brillava in noi.”
Incipit del racconto Novembre di Gustave Flaubert.

domenica 21 ottobre 2018

Non ditelo a nessuno!


Buona domenica!
Abbiamo scoperto casualmente che alcuni store online hanno messo in promozione per Halloween l'ebook ANIME IN TRAPPOLA di Samantha Fumagalli a € 1,99 (al posto che 3,99)... non ditelo a nessuno! 😂
... ma se qualcuno vuole, può approfittarne... 😉

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sabato 13 ottobre 2018

La pioggia, all'alba...


«La pioggia, poco prima dell’alba, si era trasformata in nevischio e al mattino grossi fiocchi cadevano dal cielo, stendendo sulle strade un manto bianco e soffice.
Alle dieci, la casa era ancora avvolta nel silenzio e non un’anima si aggirava tra le sue mura.
Quando Fausto aprì gli occhi, Viviana dormiva ancora profondamente. Muovendosi con cautela, per non disturbarla, fece la doccia, si vestì e scese in cucina. Il digiuno della sera precedente iniziava a farsi sentire.
Aspettava che venisse pronto il caffè, quando udì un leggero tamburellare sul vetro della portafinestra che dava sul portico esterno».
Estratto dal romanzo ANIME IN TRAPPOLA di Samantha Fumagalli. Un mystery tutto da scoprire, intriso di esoterismo e psicologia, con una spruzzata di soprannaturale, una spolverata noir e uno sfondo leggermente goticheggiante.
Un romanzo che mette l'amicizia in posizione di rilievo. E anche l'amore, ovviamente.
Di cosa parla? Di un gruppo di amici in vacanza a Brunico, ai mercatini di Natale, di uno strano presagio e del ritrovamento di due cadaveri. Tutto farebbe pensare a decessi naturali, se non fosse per quel macabro simbolo tatuato sui corpi...
La domanda che corre tra le pagine del libro è: "Che cosa faresti se il soprannaturale entrasse prepotentemente nella tua esistenza e minacciasse la tua stessa vita?"



Continua a leggerlo su Amazon o su qualsiasi store online.
Disponibile anche in cartaceo:
Ibs 
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giovedì 11 ottobre 2018

Piove


"Fuori si era fatto buio e una leggera pioggia aveva iniziato a rigare le vetrate, come lacrime del cielo versate per la sciagura appena consumatasi. I cinque amici si erano radunati nella sala da pranzo, seduti attorno al tavolo. La strega aveva preparato il caffè, Francesca si era servita del succo di mela e Cinzia stava versando in una tazzina d’acqua cinquanta gocce del suo magico composto di passiflora, melissa e valeriana. «Ci sarà un antifurto in questa casa?» disse Lorenzo, picchiettando le dita sul tavolo..."
Dal romanzo ANIME IN TRAPPOLA di SAMANTHA FUMAGALLI 

Continua a leggerlo su Amazon o su qualsiasi store online.
Disponibile anche in cartaceo:
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mercoledì 10 ottobre 2018

Senza maschere


Spogliati
Spogliati tutta,
mostrami serena le rughe
le tue piaghe,
non temere
anch’io sono ferito
spaventato dalla vita.
Strappa con rabbia
i veli adornanti
e le maschere di ghiaccio
che occultano lividi,
mostrati fiera
nei tuoi lineamenti.
Quando sarai spoglia
come un albero d’autunno,
quando sarai nuda
ed indifesa come un bambino,
ti mostrerò le mie ricchezze
nascoste in un forziere di vetro.
Solo allora ti donerò sincero
tutta la mia fragilità
le mie insicurezze
le paure ancestrali
le impurità nascoste,
ti porgerò poi con amore,
sopra un vassoio di rose bianche,
la verginità della mia anima

Ernesto Guevara de la Serna

sabato 6 ottobre 2018

Aforisma del buongiorno

«Il male assoluto del nostro tempo è di non credere nei valori. Non ha importanza che siano religiosi oppure laici. I giovani devono credere in qualcosa di positivo e la vita merita di essere vissuta solo se crediamo nei valori, perché questi rimangono anche dopo la nostra morte.»
Rita Levi Montalcini

sabato 29 settembre 2018

Il #1 più venduto

Un amico ci ha scritto facendoci le congratulazioni perché ieri, navigando su Amazon per acquistare dei libri, ha scoperto che GUERRIERI STANCHI DI LOTTARE di SAMANTHA FUMAGALLI è il il #1 PIÙ VENDUTO nelle categorie PSICOLOGIA e MISTICISMO, e ci ha mandato questa foto per dimostrarcelo... 😮
Be', cosa possiamo dire? GRAZIE! ❤️
E condividere la gioia con tutti voi!

A chi è stato insegnato che la vita è fatta di lotte continue, e pensa che il mondo sia un luogo ostile, e teme di essere circondato da nemici, ma nonostante tutto sente che una parte di sé si ribella a queste idee, perché crede che là fuori ci sia molto di più, ci sia un'esistenza fatta di gioia e colori e giochi e risate... be' allora questo libro può essere utile... Perché quando un guerriero comprende il nonsenso della guerra e capisce che la lotta non porta a un mondo migliore, giunge il tempo di cambiare strategia. E per farlo deve smuovere qualcosa dentro di sé e far pulizia dei vecchi credo al fine di aprirsi a nuove possibilità.

martedì 25 settembre 2018

Il coraggio di ribellarsi


«Nella vita non bisogna mai rassegnarsi, arrendersi alla mediocrità, bensì uscire da quella zona grigia in cui tutto è abitudine e rassegnazione passiva, bisogna coltivare il coraggio di ribellarsi».
Rita Levi Montalcini

lunedì 24 settembre 2018

Autunno, tempo di scelte


L'autunno ci invita a scegliere cosa tenere e cosa eliminare, cosa lasciar morire e cosa far sopravvivere, come fa la natura in questa stagione per preparare la nuova vita.
Alcune parti di noi moriranno spontaneamente, altre dovremo decidere di sacrificarle.
Analogamente alcune parti di noi continueranno a vivere naturalmente e altre richiederanno le nostre cure e attenzioni.
Non è un caso che l'equinozio d'autunno coincida con l'inizio del segno zodiacale della Bilancia, il cui compito è appunto quello di scegliere.
Per scegliere abbiamo bisogno di intelligenza e sentimento.
Nel segno della Bilancia, vediamo che l'intelligenza viene conferita da Saturno (pianeta in esaltazione), e il sentimento da Venere (pianeta in domicilio).
La ragione permette di valutare i pro e i contro di una determinata scelta in modo logico e anche utilitaristico, mentre il sentimento permette di ascoltare anche le ragioni del cuore.
L'autunno è il momento di affinare l'arte del discernimento per separare il puro dall'impuro, l'utile dall'inutile, il salutare dal nocivo, la cosa morta dalla cosa viva.
Auguri di buone scelte e di un felice autunno!

domenica 23 settembre 2018

martedì 18 settembre 2018

domenica 16 settembre 2018

Il tempo è gratis ma è senza prezzo


"Il tempo è gratis ma è senza prezzo. 
Non puoi possederlo ma puoi usarlo. 
Non puoi conservarlo ma puoi spenderlo. 
Una volta che l’hai perso non puoi più averlo indietro."
Harvey MacKay, scrittore, giornalista, americano

mercoledì 12 settembre 2018

Il SenzaVoce


Titolo strano per un romanzo per ragazzi e nome originale per il protagonista di questa storia fantasy.
Nell'immaginario regno di Sirràdh, un mondo maltrattato dai soprusi della magia e dove si è spento persino il respiro del vento, il SenzaVoce è un ragazzino senza più casa, con il viso sporco di fuliggine e un berretto sgualcito. Questo ragazzino vivace e furbo, che nonostante non parli si fa comprendere benissimo a gesti, ci catapulterà subito in una fantastica e pericolosa avventura insieme al principe Odrem e due suoi amici.
Il SenzaVoce non ha idea di dove lo condurranno le mille peripezie che affronterà, ma segue la sua strada con una singolare fiducia nella vita.
Questa è una storia che parla dell'uso che si può fare della magia, di amicizia e dell’importanza di dare voce alla propria identità. E soprattutto ci insegna che le apparenze possono ingannare e giungendo alla fine del racconto scopriremo che dietro il silenzio del SenzaVoce si nasconde un segreto...
Un libro per ragazzi di tutte le età, firmato da una voce nuova e interessante nel panorama editoriale: Maria Fazio.
Buona lettura!

Disponibile in versione cartacea e in ebook.

venerdì 31 agosto 2018

Accettare se stessi e il destino

«Sorridere è vivere come un'onda o una foglia, accettando la sorte.
È morire a una forma e rinascere a un'altra.
È accettare, accettare se stessi e il destino».
Cesare Pavese

domenica 26 agosto 2018

Una badilata di letame non si nega a nessuno


Questa mattina, dopo le abluzioni di rito (lo specifico perché non vorrei mai che si pensasse...), scarico la posta elettronica e trovo un interessante comunicato intitolato NUOCE GRAVEMENTE ALL’IGIENE (INTIMA) di cui riporto, me ne scuso con l'autore, alcuni brani.

Ci sono fenomeni incomprensibili nel mondo moderno. No, non sto parlando della politica italiana, parlo di fenomeni di costume, anzi di consumo per me difficili da comprendere. L’Italia è un paese ricco di montagne e di sorgenti di acqua buonissima. Basta camminare per le nostre Alpi, Appennini, colline. Questa acqua arriva più o meno in tutte le case italiane, eppure siamo i primi consumatori in Europa di acqua minerale, con 206 litri a testa e 250 marchi differenti. Effetto del marketing incessante? Boh.

E, fin qui, non ci trovo niente di strano. D'altra parte, anche a casa mia, i rubinetti ci sono e non li usiamo come fermacarte. Ma, galeotto fu il rubinetto, proseguo a leggere l'articolo...

Altro fenomeno per me incomprensibile è l’uso massiccio di carta igienica. (...) Il consumo è in continua crescita, (...) Eppure niente è così poco igienico come la carta in bagno che serve solo a “spalmare” eventuali residui organici in zone delicate e sensibili. Dico “eventuali” perché chi è in buona salute produce residui di giusta consistenza e ben lubrificati che non producono effetti collaterali. Gli animali selvaggi e sani non necessitano di carta igienica.


In effetti, non si può negare che canidi e felini in perticolare usino la lingua per l'igiene intima, e non c'è neppure bisogno che siano selvaggi, perché anche quelli domestici hanno conservato questa buona abitudine. Ma dovremmo farlo anche noi?
L'articolo continua.


Ognuno di noi ha avuto modo di sperimentare almeno in qualche occasione, immagino.

A questo punto mi domando: che cosa avremmo sicuramente sperimentato? Che gli animali selvaggi non usano la carta igienica o a non usarla noi?
Certo è che l'essere umano, a parte forse qualche raro caso, non riesce a provvedere all'igiene come i nostri cari animaletti domestici a causa di una difficoltà oggettiva causata dalla colonna vertebrale inefficace allo scopo.
Ma andiamo avanti.
La carta non garantisce alcuna igiene se non viene seguita da un accurato lavaggio. E allora? Perché non passare direttamente al lavaggio? Tutti abbiamo in casa il bidet, invenzione europea del 1700, ma di cui si trovano esemplari rudimentali in alcune case della Roma imperiale. (...)
In oriente dove la civiltà dei consumi non ha ancora preso piede è consuetudine usare una piccola bottiglia d’acqua per l’igiene intima cui è dedicata esclusivamente la mano sinistra. Non vi sembra più sano?

Mi auguro che la bottiglietta non sia di acqua minerale altrimenti ricadiamo nel problema precedente dell'eccessivo uso di acqua in bottiglia.
Ma concedetemi una reminescenza. Nell'antica tradizione verbale italica, c'è un'altra soluzione pronta allo scopo. La poesia che segue è di autore anonimo (anche se alcuni studiosi l'hanno attribuita a Dante Alighieri, in aperto conflitto con la fazione che ne certificherebbe come autore Jacopone da Todi). Astenendomi da qualsiasi presa di posizione in merito, mi limiterò a riportarne la prima strofa.
Chi col dito il cul si netta,
tosto in bocca se lo metta.
Troverà così pulito
tanto il culo quanto il dito.

Torno a leggere l'articolo che non cessa di stupirmi.



Qualcuno ha calcolato che ognuno di noi consuma 64 km di carta igienica nella sua vita per cui occorre tagliare tra i 3 mila e i 12 mila km quadrati di foreste ogni anno. La superficie equivalente di una regione come l’Umbria o l’Abruzzo.
Zoe Morrison, mamma britannica, ha deciso di risparmiare su dentifricio, shampoo e carta igienica. Insieme alla creazione di un piccolo orto e ai pannelli solari sul tetto ha messo da parte 15mila euro in un anno!

Ottimo consiglio! Bene, san Tommaso per definizione, ho fatto un po' di conti e ho scoperto che:
- se non spendessi niente per l'illuminazione, gli apparecchi elettrici, il riscaldamento e l'acqua calda, dopo aver ovviamente trafugato i pannelli solari necessari (se li pagassi dovrei ammortizzarne il costo!), risparmierei al massimo 2500 Euro all'anno;
- aggiungendo il dentifricio, lo shampoo e il sapone, potrei arrivare a 3000 Euro;
- con i prodotti dell'orto, esageriamo, siamo a 4500 Euro;
- magari mi è sfuggito qualcosa (la carta igienica?) e arrivo a 5000.
Se la signora Zoe Morrison consumava 10.000 Euro all'anno di carta igienica, direi che ha fatto proprio bene a smettere di usarla!

L'inverno e il sorriso

«Il riso è il sole che scaccia l’inverno dal volto umano». 
Victor Hugo
 

martedì 21 agosto 2018

Il cugino del giaguaro?








Avanti, ditemi cos’è.
È un gatto col nasone, direte voi. Più o meno…
È un felino. Questo senz’altro…
È un coso. In effetti…

Vi dico subito che non c’ha i pois. 
Non ha macchie, righe, quadratini, insomma non ha una pelliccia fantasia, ce l’ha grigia o rossastra o forse marrone o ruggine. Perfino gli esperti felinologi (?) non sono d’accordo perché lo si vede poco in giro, e quindi c’è chi lo fa biondo, chi rosso, chi castano, insomma, l’unica cosa su cui concordano è che grazie a una pelliccia che non ha mai interessato le donne, si è salvato la pelle in tutti questi anni e non rischia l’estinzione come il giaguaro, punto.

È anche uno che si fa i fatti suoi, dicono, ma non mi risulta che leopardi e giaguari venissero cacciati perché troppo impiccioni, quindi niente, gli è andata bene perché non aveva mercato.


Al di là di questo, a me il gatto col nasone piace molto, soprattutto in questa foto dove è venuto proprio bene (di solito non è così fotogenico), e mi piace anche per le orecchie tonde e quello che in questa foto non vedete ma ve lo dico io: bella coda, zampe corte e corpo agile come una donnolaweasel, capito? Weasel cat, lo chiamano! Praticamente un parente.

Ma lui vive in America, nelle foreste tropicali, dove come tutti i gatti caccia i roditori, roditori tropicali, ovvio. 
Però ogni tanto si spinge fino agli insediamenti dove l'uomo alleva e coltiva. 
E caccia i polli. 

Guardate com'è fiero della sua felinità un po' spuria, tra la donnola e il gattone: 
il suo nome è Yaguarondi, o Jaguarondi, o Giaguarondo… chiamatelo come volete, tanto non lo incontrerete mai. 


Martin. 
Weasel, of course.



sabato 11 agosto 2018

11-08-2018 Pillole di benessere


«Natura! Ne siamo circondati e avvolti, incapaci di uscirne, incapaci di penetrare più addentro in lei. Non richiesta, e senza preavviso, essa ci afferra nel vortice della sua danza e ci trascina seco, finché, stanchi, non ci sciogliamo dalle sue braccia».
Goethe
Buona giornata!

venerdì 10 agosto 2018

10-08-2018 Pillole di benessere

«E questa nostra vita, via dalla folla, trova lingue negli alberi, libri nei ruscelli, prediche nelle pietre e ovunque il bene». 
William Shakespeare

Buona giornata!

giovedì 9 agosto 2018

mercoledì 8 agosto 2018

Pillole di benessere

«Non dimenticate che la terra si diletta a sentire i vostri piedi nudi e i venti desiderano intensamente giocare con i vostri capelli.»
Khalil Gibran

martedì 7 agosto 2018

Noi e il mare

 
«Sii sempre come il mare che infrangendosi contro gli scogli, trova sempre la forza di riprovarci.»
Jim Morrison

mercoledì 1 agosto 2018

La resilienza


Da alcuni anni, c'è un vocabolo che è saltato agli onori della cronaca, passando da un significato prettamente scientifico a uno di uso comune, questa parola è resilienza.
Il termine deriva dal latino e significa “saltare indietro, ritornare in fretta, rimbalzare”.
In fisica, resilienza è la capacità di un materiale di assorbire energia quando viene sottoposto a forze dinamiche applicate in tempi brevi. Non è quindi sinonimo di resistenza, in quanto il materiale resiliente non si oppone né contrasta l'urto tanto da spezzarsi, bensì lo ammortizza e lo assorbe in virtù della propria struttura e delle proprietà elastiche. Materiali con una buona resilienza sono, per esempio, gli acciai, mentre risultano più fragili le ghise. La resilienza si determina con apposite prove d'urto per verificare la resistenza alla rottura a seguito di sollecitazioni dinamiche.
Dal significato stretto si è assistito a un proliferare di estensioni: in ecologia, resiliente è un sistema ecologico capace di tornare velocemente al suo stato iniziale, dopo essere stato sottoposto a perturbazione; in ambito tessile, resiliente è un tessuto in grado di riprendere la forma originale, senza strapparsi, dopo una deformazione; in campo economico, resiliente è un'organizzazione che sa riprendersi dalle difficoltà, uscendo positivamente anche dalle situazioni negative; per le scienze sociali, resilienza è la capacità di un individuo o di un gruppo di superare le avversità della vita utilizzando le proprie risorse mediante la proiezione nel futuro; in psicologia, resiliente indica la capacità di recuperare l'equilibrio psicologico a seguito di un trauma.
In quanto raffigurazione di una sorta di “elasticità psichica” e della capacità di sostenere gli urti della vita senza spezzarsi, di affrontare e superare le avversità, la parola resilienza sembra incarnare il simbolo dell'epoca attuale, in cui il termine crisi domina la scena umana, sociale, economica, politica ed ecologica mondiale.
E veniamo ora alla parte che ci interessa di più, quella riguardante l'anima umana, la psyché

Qui la resilienza indica la capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici; è il riorganizzare positivamente la propria vita davanti alle difficoltà; è il sopravvivere, senza soccombere, con spirito di adattamento ed elasticità mentale; è il sapersi ricostruire, restando sensibili alle opportunità che l'esistenza offre.
Una persona dimostra di essere resiliente se, nel bel mezzo di circostanze avverse, riesce a fronteggiare efficacemente le contrarietà, a dare nuovo slancio alla propria esistenza, restando fedele alla propria identità, e persino a raggiungere mete importanti.
La parola chiave è elasticità. Esattamente come lo era in fisica per i materiali resilienti.
Questa attitudine rinforza l'essere umano, ma gli permette anche di trasformarsi ed evolvere nel rispetto della propria essenza. Bisogna, infatti, sottolineare che il materiale resiliente assorbe il colpo, reagisce, ma non tradisce mai la propria struttura originaria.
Questa facoltà è insita nella natura umana, ma non sempre si manifesta ed è quindi una qualità da coltivare.
Fino ai sei-sette anni, i bambini hanno una notevole capacità di resistere ai traumi e di trovare autonomamente le risorse per reagire e strutturare una propria personalità, ma la resilienza si altera nel tempo in rapporto all'esperienza e al modificarsi dei processi mentali che a essa sottendono.
Troviamo, pertanto, capacità resilienti di tipo istintivo (tipiche dei primi anni di vita, quando i processi mentali sono dominati dall'egocentrismo), di tipo affettivo (tipiche della maturazione affettiva e razionale, quando si strutturano i valori, la socializzazione e il senso del sé) e di tipo cognitivo (quando l'individuo può utilizzare le facoltà intellettive simbolico-razionali).
Una resilienza adeguata è il risultato dell'integrazione di questi tre elementi: istintivo, affettivo e cognitivo. E non è soltanto la voglia di sopravvivere a tutti i costi, ma è anche e soprattutto la capacità e la volontà di usare l'esperienza maturata per costruire un futuro migliore.

 

Buon agosto!


lunedì 30 luglio 2018

Le imprese dello sciamanesimo sono racchiuse nel corpo umano


Come diceva l'antropologo Carlos Castaneda:
«Tutte le facoltà e le potenzialità e le imprese dello sciamanesimo, dalla più semplice alla più stupefacente, sono racchiuse nel corpo umano».
Ed è proprio partendo dal corpo umano che la Dermoriflessologia parte per istaurare un dialogo con l’anima e la dimensione più sottile e misteriosa dell’esistenza.
La Dermoriflessologia è una disciplina olistica dedicata al benessere psicofisico e all’evoluzione spirituale, che unisce antiche conoscenze esoteriche con le scoperte dello scienziato italiano Giuseppe Calligaris. Si avvale di una tecnica riflessologica che interagisce con l’energia psicofisica attraverso semplici stimolazioni cutanee.
La Dermoriflessologia si basa sulla capacità del corpo di conservare memoria del proprio vissuto e su quella della pelle di essere uno specchio fedele di corpo e anima. Emozioni e pensieri influenzano lo stato fisico, le condizioni fisiche influenzano pensieri ed emozioni. Questa relazione si riflette sulla pelle, dove possiamo individuare i flussi energetici e le memorie cristallizzate nel corpo.

La Dermoriflessologia consente di:
rilevare le condizioni psicofisiche;
inviare segnali a corpo e psiche per indurre risposte di auto-guarigione;
portare alla luce la vera personalità;
promuovere la risoluzione dei traumi e la liberazione dai condizionamenti derivati da episodi stressanti o dolorosi;
stimolare sentimenti positivi;
amplificare e pilotare l’attività onirica;
risvegliare le facoltà superiori.

Da Calligaris alla Dermoriflessologia
Da oltre vent'anni Flavio Gandini e Samantha Fumagalli hanno compiuto numerose ricerche che hanno confermato la validità delle scoperte di Calligaris sulle Linee e sulle Placche cutanee, ma hanno anche arricchito la materia con procedure sempre più mirate per intervenire sui singoli problemi e hanno portato alla luce nuove Placche e nuovi sistemi cutanei.



Per saperne di più:

domenica 1 luglio 2018

Anime in trappola, promo e assaggio di lettura


Con l'arrivo dell'estate, abbiamo deciso di mettere in promozione il romanzo Anime in trappola di Samantha Fumagalli.
L'ebook sarà disponibile a € 1,99 al posto di € 3,99 😉

E, sempre come omaggio, abbiamo pensato di regalare la lettura del secondo capitolo.
Buona lettura e felice estate! 🌞


Capitolo 2

Milano, 13 dicembre 2012

Fausto fumava in silenzio, ignaro di ciò che il destino aveva in serbo per lui. Davanti alla vetrina del Babel Pub, giocava a inseguire con lo sguardo i contorni indistinti del ponte che univa le due sponde del Naviglio. Quella notte il freddo era pungente e la nebbia avvolgeva la città quasi a volerla isolare dal resto del mondo.
Si sentiva felice. Molte volte avrebbe ripensato a quel momento, smanioso di ritrovare inalterata quella felicità e cancellare gli avvenimenti che di lì a pochi giorni avrebbero impresso ferite profonde nella sua anima. Ma nessun uomo può tornare indietro per mutare il corso degli eventi e ognuno deve imparare a convivere con le proprie cicatrici.
Si passò la mano tra i folti capelli neri e respirò a fondo l’aria satura di umidità. Gli piaceva quell’odore, che penetrava nelle narici sottile e prepotente al tempo stesso. Gli piaceva la nebbia. In quell’ammasso di microscopiche gocce d'acqua, percepiva qualcosa che trascendeva il mero fenomeno atmosferico. Il velo che offusca la visibilità, per lui, celava l’insidioso potere di ottenebrare la mente, di far perdere la bussola. Bastava un niente per essere adescati dalla sua natura effimera, e una volta passati oltre il velo c’era il rischio di non tornare più indietro.
In quell’istante, la nebbia si diradò e Fausto, accarezzandosi il pizzetto, mise a fuoco i contorni della ringhiera di ferro che accompagnava l’arco del ponte. Poi, di nuovo bianco. Prima il mondo, e subito dopo il nulla. Ne era stregato. La nebbia era l’indefinito oltre il quale spingersi per scoprire. Giocare con essa era come giocare con l’illusione dell’infinito. In quello strano sentimento si nascondeva una parte inalienabile della sua natura, la stessa che lo aveva spinto a studiare filosofia e che anni addietro lo aveva condotto sui sentieri dell’esoterismo, facendolo entrare in un gruppo di studiosi di ermetismo e alchimia.
Ma quella non era una notte da dedicare ai grandi misteri esistenziali. Era felice, e gli bastava. Sorrise tra sé, spense la sigaretta nel posacenere di marmo bianco, che montava di guardia a lato dell’ingresso, e rientrò.
Le note di Hotel California aleggiavano ancora nell’aria, mentre Luca stringeva la mano ai clienti del pub che si complimentavano con lui prima di avviarsi all’uscita. L’orologio segnava le due e nel locale erano rimasti soltanto quattro ragazzi davanti ai loro bicchieri di whisky quasi vuoti. Luca era sicuro che non avrebbero tardato ad andarsene e gettò uno sguardo d’intesa a Fausto, che ricambiò con un lieve cenno del capo.
Dopo poco, nella penombra della sala, i quattro ragazzi si alzarono, infilarono i giubbotti e si diressero alla cassa. Soltanto allora, Fausto raggiunse l’amico.
«Bella serata, - disse - eri in gran forma».
«Già, - replicò Luca, accarezzando la chitarra prima di riporla nella custodia - la bambina si è comportata bene. Come sempre, d’altronde. So che non mi tradirà mai. È una compagna fantastica, si accontenta del ruolo di spalla, anche se è lei la vera protagonista».
Il musicista augurò la buona notte al suo fedele strumento e abbassò il coperchio.
«Anche tu hai cantato un paio di pezzi niente male, Fausto, - disse poi, alzando lo sguardo - dovresti farlo più spesso».
«Sei tu il professionista, per me è soltanto un gioco, lo sai».
«Che c’entra? Cantanti, musicisti… si inizia sempre per gioco. Poi la musa ti strega e non puoi più farne a meno».
«Be’, allora diciamo che la musa non deve apprezzare granché la mia voce, perché ti garantisco che non ha mai tentato di sedurmi».
Luca sollevò le spalle: «Liberissimo di continuare a seppellire morti, se preferisci» e la sua voce era velata di sarcasmo.
«Sarà meglio darsi una mossa, fra poche ore dobbiamo partire» tagliò corto Fausto.
«Avremo tempo per riposare quando saremo a Brunico, ora lasciami scaricare l’adrenalina con un bicchierino». Pose un braccio sopra le spalle dell’amico e lo condusse al bancone del bar.
«Jacky, due cognac» ordinò.
Giacomo, che tutti si ostinavano a chiamare Jacky, era il proprietario del Babel, un rinomato locale sul Naviglio Grande milanese, che nell’arco di un ventennio aveva fatto da trampolino di lancio a molti artisti. Aveva il viso triangolare, il naso affilato e gli occhi furbi, a colpo d’occhio ricordava una volpe, e il suo indiscutibile fiuto negli affari ne ricalcava il carattere.
Il barista guardò Luca con sguardo sornione.
«Sei andato alla grande, Luca. I clienti erano entusiasti» disse, appoggiando sul bancone tre bicchieri a stelo corto e dalla coppa molto ampia, poi si girò e scelse una bottiglia dal ripiano alle sue spalle. «Questa sera voglio rovinarmi, Grande Réserve, il cognac migliore, invecchiato in botti di rovere. Sentite che profumo». E versò due dita di liquore nei bicchieri.
«Non penserai di liquidarmi con un cognac invecchiato, vero? È dalla volta scorsa che dobbiamo ridiscutere il compenso».
«Sono tempi duri, mio caro. Ma tu dovresti goderti di più la vita. Hai visto la biondina con il maglione azzurro come ti fissava? Mi ha chiesto se vieni qui spesso, ero tentato di darle il tuo numero».
«Lascia perdere, Jacky, non voglio casini».
«Smettila di fare il prezioso, col tuo lavoro potresti averne una nuova ogni settimana».
«Non me ne frega un accidenti. Dopo Susanna, è meglio che mi prenda una pausa di riflessione. Altro che cambiarne una alla settimana!».
«Dai, Jacky, non stuzzicarlo. Luca è l’ultimo dei romantici. Non puoi chiedergli di tradire la sua indole» intervenne Fausto. Conosceva bene l’amico ed era al corrente dei retroscena della sua storia d’amore andata a rotoli. Dopo cinque anni di convivenza apparentemente idilliaca, Susanna aveva iniziato a dare segni di insofferenza. Si lamentava di non poter costruire una famiglia con un uomo che coltivava ancora sogni da adolescente e conservava un lavoro tanto instabile. Luca aveva pensato a una crisi passeggera e non le aveva dato troppo peso, finché un pomeriggio dell’estate appena passata Susanna aveva posto un aut-aut: o lei o la musica. Mossa avventata. Oppure accuratamente studiata, pensava Fausto, perché a Luca si poteva chiedere di tutto, tranne di rinunciare al suo sogno. E infatti il musicista le aveva risposto di andare all’inferno. Susanna aveva preso la palla al balzo e, senza farselo ripetere due volte, si era trasferita non si sa bene dove.
Fausto aveva ancora nitida nella mente l’immagine dell’amico che, la sera stessa del litigio, dopo aver quasi vuotato una bottiglia di whisky, gli confessava i suoi sospetti: c’era sicuramente un altro e Susanna aveva inscenato quella farsa per uscire dalla sua vita a testa alta. Non era tanto per il tradimento, certe cose capitano, ma non riusciva a farsi una ragione che, dopo cinque anni, lei lo considerasse un tale scemo da scaricare con un giochetto simile. C’era poco da dire, era andata così e amen. L’unica cosa che valeva la pena, ormai, era rimettere insieme quel che restava e guardare oltre. Era chiaro come il sole che non avrebbe più rivangato l’accaduto. E Fausto aveva quasi sempre rispettato la sua decisione.
Il musicista stava facendo ondeggiare il cognac, fissando il bicchiere con uno sguardo a metà tra il vacuo e il pensieroso, poi si voltò in direzione del suo difensore: «Fai bene a darmi supporto, tu, che in quanto a paranoie sentimentali potresti persino farmi da maestro».
«Cosa c’entro io, adesso?».
«Non fare il finto tonto, caro il mio filosofo. Hai capito benissimo. A proposito, come sta?»
«Chi?» dribblò l’altro, cercando goffamente di sviare il discorso.
«Viviana, la tua bella strega, chi altri…».
«Ecco, vedi che succede a fidarsi di uno che si dichiara dalla tua parte. Devo aver bevuto troppo quella sera, e mi sono lasciato andare a confidenze che sarebbe stato meglio tenere per me».
«Non chiuderti a riccio come al solito, so bene che non era la voce dell’alcool a parlare. Ho visto come la guardi. E non ci sarebbe niente di male se…».
«… se non si trattasse della mia migliore amica» completò Fausto.
«Non volevo dire questo».
«E cosa volevi dire, allora?».
«Che non ci sarebbe niente di male in quello che provi, se soltanto la smettessi di barricarti dietro un muro di dubbi e timori».
«Può darsi, ma non ho voglia di parlarne, almeno finché non riterrò che sia giunto il momento. E questo non lo è di certo!».
Jacky aveva ascoltato in silenzio lo scambio di battute tra i due, l’aria era troppo elettrica per i suoi gusti, a volersi intromettere c’era il rischio di prendere la scossa. Senza farsi notare, fece scivolare sul bancone la busta con i soldi per Luca, poi guardò la sala, si gettò uno strofinaccio sulla spalla e sgattaiolò fuori dal bar per ripulire gli ultimi tavoli. Aveva congedato la cameriera all’una ed era rimasto solo per la chiusura. Meglio darsi da fare.
«Come preferisci» disse Luca a bassa voce, con un’alzata di spalle.
Fausto non sopportava di sentir tirare in ballo quel discorso, era una zona d’ombra nella sua vita, o meglio nella sua testa. Sì, soprattutto nella testa, dove c’erano un mucchio di tesi e di controtesi, tante a favore e altrettante contrarie, e il gioco terminava sempre in stallo. Aveva un bel dire Luca, ma chi doveva fare i conti con se stesso era lui, e a lui i conti non tornavano. Molto semplice. E comunque, erano soltanto fatti suoi. Preferiva lasciar perdere? Sì, decisamente.
Luca svuotò il bicchiere e lo depose sul bancone: «Sarà meglio andare». Afferrò la busta, la stropicciò nella mano senza neanche guardare il contenuto e la mise nella tasca dei jeans, poi prese lo strumento e cercò l’oste nel buio della sala.
«’Notte Jacky!» disse, girando sui tacchi e alzando una mano in segno di saluto. Poi s’incamminò fuori dal locale, lungo il Naviglio, fumando una sigaretta.
Fausto, le mani in tasca e il bavero alzato, lo seguiva in silenzio a un passo di distanza, immerso in strani pensieri. C’era qualcosa nell’aria che non andava, aveva tentato in ogni modo di non prendere sul serio le provocazioni di Luca, ma lui non aveva perso occasione per pungolarlo. Non era da loro un comportamento del genere. Di solito, c’era più complicità e meno competizione. Era infastidito. Una lattina vuota di birra gli si parò d’innanzi sul marciapiede, quasi si fosse messa di proposito sul suo cammino. La calciò stizzito e la lattina volò a colpire il parafango di un furgone parcheggiato poco più avanti. Lo strepito prodotto dall’impatto delle due lamiere fece scattare Luca come una molla.
«Ma che cazzo hai, stanotte?» sibilò il musicista.
Ecco, appunto. Fausto scrollò le spalle.

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venerdì 29 giugno 2018

Il senso delle cose


 

Abbiamo tutti bisogno di momenti in cui fare cose inutili. 
Piacevolmente inutili. 
Il perenne senso dell'utilità, del vantaggioso e del pratico sviliscono la nostra fantasia e la pura gioia di vivere. 
Ricordiamocelo.

martedì 26 giugno 2018

La vita sui muri





Uno con le idee chiare?
Uno che ha fatto le sue scelte?
Un disperato?
Un disilluso?
Uno che sa che non ce la farà mai o solo un burlone?
Inventatevela voi quella che vi piace di più...
comunque la vogliate vedere, una scritta sul muro è sempre un breve, folgorante racconto...