domenica 26 agosto 2018

Una badilata di letame non si nega a nessuno


Questa mattina, dopo le abluzioni di rito (lo specifico perché non vorrei mai che si pensasse...), scarico la posta elettronica e trovo un interessante comunicato intitolato NUOCE GRAVEMENTE ALL’IGIENE (INTIMA) di cui riporto, me ne scuso con l'autore, alcuni brani.

Ci sono fenomeni incomprensibili nel mondo moderno. No, non sto parlando della politica italiana, parlo di fenomeni di costume, anzi di consumo per me difficili da comprendere. L’Italia è un paese ricco di montagne e di sorgenti di acqua buonissima. Basta camminare per le nostre Alpi, Appennini, colline. Questa acqua arriva più o meno in tutte le case italiane, eppure siamo i primi consumatori in Europa di acqua minerale, con 206 litri a testa e 250 marchi differenti. Effetto del marketing incessante? Boh.

E, fin qui, non ci trovo niente di strano. D'altra parte, anche a casa mia, i rubinetti ci sono e non li usiamo come fermacarte. Ma, galeotto fu il rubinetto, proseguo a leggere l'articolo...

Altro fenomeno per me incomprensibile è l’uso massiccio di carta igienica. (...) Il consumo è in continua crescita, (...) Eppure niente è così poco igienico come la carta in bagno che serve solo a “spalmare” eventuali residui organici in zone delicate e sensibili. Dico “eventuali” perché chi è in buona salute produce residui di giusta consistenza e ben lubrificati che non producono effetti collaterali. Gli animali selvaggi e sani non necessitano di carta igienica.


In effetti, non si può negare che canidi e felini in perticolare usino la lingua per l'igiene intima, e non c'è neppure bisogno che siano selvaggi, perché anche quelli domestici hanno conservato questa buona abitudine. Ma dovremmo farlo anche noi?
L'articolo continua.


Ognuno di noi ha avuto modo di sperimentare almeno in qualche occasione, immagino.

A questo punto mi domando: che cosa avremmo sicuramente sperimentato? Che gli animali selvaggi non usano la carta igienica o a non usarla noi?
Certo è che l'essere umano, a parte forse qualche raro caso, non riesce a provvedere all'igiene come i nostri cari animaletti domestici a causa di una difficoltà oggettiva causata dalla colonna vertebrale inefficace allo scopo.
Ma andiamo avanti.
La carta non garantisce alcuna igiene se non viene seguita da un accurato lavaggio. E allora? Perché non passare direttamente al lavaggio? Tutti abbiamo in casa il bidet, invenzione europea del 1700, ma di cui si trovano esemplari rudimentali in alcune case della Roma imperiale. (...)
In oriente dove la civiltà dei consumi non ha ancora preso piede è consuetudine usare una piccola bottiglia d’acqua per l’igiene intima cui è dedicata esclusivamente la mano sinistra. Non vi sembra più sano?

Mi auguro che la bottiglietta non sia di acqua minerale altrimenti ricadiamo nel problema precedente dell'eccessivo uso di acqua in bottiglia.
Ma concedetemi una reminescenza. Nell'antica tradizione verbale italica, c'è un'altra soluzione pronta allo scopo. La poesia che segue è di autore anonimo (anche se alcuni studiosi l'hanno attribuita a Dante Alighieri, in aperto conflitto con la fazione che ne certificherebbe come autore Jacopone da Todi). Astenendomi da qualsiasi presa di posizione in merito, mi limiterò a riportarne la prima strofa.
Chi col dito il cul si netta,
tosto in bocca se lo metta.
Troverà così pulito
tanto il culo quanto il dito.

Torno a leggere l'articolo che non cessa di stupirmi.



Qualcuno ha calcolato che ognuno di noi consuma 64 km di carta igienica nella sua vita per cui occorre tagliare tra i 3 mila e i 12 mila km quadrati di foreste ogni anno. La superficie equivalente di una regione come l’Umbria o l’Abruzzo.
Zoe Morrison, mamma britannica, ha deciso di risparmiare su dentifricio, shampoo e carta igienica. Insieme alla creazione di un piccolo orto e ai pannelli solari sul tetto ha messo da parte 15mila euro in un anno!

Ottimo consiglio! Bene, san Tommaso per definizione, ho fatto un po' di conti e ho scoperto che:
- se non spendessi niente per l'illuminazione, gli apparecchi elettrici, il riscaldamento e l'acqua calda, dopo aver ovviamente trafugato i pannelli solari necessari (se li pagassi dovrei ammortizzarne il costo!), risparmierei al massimo 2500 Euro all'anno;
- aggiungendo il dentifricio, lo shampoo e il sapone, potrei arrivare a 3000 Euro;
- con i prodotti dell'orto, esageriamo, siamo a 4500 Euro;
- magari mi è sfuggito qualcosa (la carta igienica?) e arrivo a 5000.
Se la signora Zoe Morrison consumava 10.000 Euro all'anno di carta igienica, direi che ha fatto proprio bene a smettere di usarla!

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