martedì 31 dicembre 2019

Felice Anno Nuovo!

Auguri a tutti per un 2020 in cui i desideri più belli possano trovare realizzazione.
Senza dimenticare, come diceva Seneca, che:
"Ogni giorno per me è l’inizio di un nuovo anno, e io cerco di propiziarmelo con buoni pensieri che liberano l’animo dalle meschinità".
BUON 2020!

lunedì 30 dicembre 2019

Buon fine anno!


Un altro anno sta finendo.
In questi ultimi momenti del 2019 prendiamoci qualche attimo per guardarci alle spalle e distillare questo scorcio di vita nella sua interezza.
Un anno che ci ha sicuramente regalato momenti di gioia, qualche difficoltà, sorrisi e lacrime, felicità e tristezza, battute d'arresto e voli ad alta quota...
Un anno di albe e tramonti, di giorni di sole e di pioggia, di camminate all'aria aperta, di profumi, di suoni emozionanti, di canzoni e risate, di chiacchierate, di vento che fa stormire le foglie, di colori mozzafiato, di abbracci, di pranzi cucinati con amore, di viaggi, di arrivederci e di addii, di baci, di amici, di famiglia, di nuovi incontri, di libri aperti e non finiti e di libri letti con passione, di novità sorprendenti, di arrivi e partenze, di treni, traghetti e aerei, di sogni e ali dispiegate, di speranze rinnovate, di silenzi...
Un anno da ricordare, da ringraziare per i doni elargiti e le lezioni impartite, un anno da salutare e lasciare andare.
Un anno di Vita prezioso, unico e irripetibile come ogni istante che lo ha composto, e che oggi ci invita a estrarre il meraviglioso nettare dell'esperienza per guardare al futuro con occhi luminosi e pieni di speranza e fiducia. Ma ancor più per guardare al Presente, vero Dono della nostra Essenza spirituale, con immenso Amore.

Buon fine anno!

venerdì 27 dicembre 2019

In vino veritas

 
"Nel vino è celata la verità.
La Diva Bottiglia vi ci manda:
siate voi stessi interpreti della vostra scoperta."
François Rabelais
BUONA GIORNATA!

mercoledì 25 dicembre 2019

Felice Natale!

A Natale la cosa più importante non è aprire i regali, ma aprire il nostro cuore all'Amore, al prossimo e a noi stessi!
Felice Natale!

giovedì 12 dicembre 2019

La sorgente di Nos

di Renato Turini
 
L’acqua verde che sgorga dalla Fonte di Nos è la prelibatezza locale di Im, nonchè sua maledizione.
Per gli abitanti di questo sperduto villaggio del fantastico mondo di Ongos, bere questo liquido verde è diventata una vera e propria necessità organica.
Benché la fonte esali tali vapori da ricoprire Im con un’incessante coltre di nebbia verde, costringendo il popolo ad una vita miope e tenebrosa, nessuno osa, né vuole, rinunciare ai poteri magici che l’acqua del dio Nos permette di sviluppare.
Nessuno tranne Elixam, un sagace ed impavido fanciullo.
Spetterà a lui, incoraggiato da un fugace “miracolo”, assieme ad Otaner (il suo tutore “apparso dal nulla”), intraprendere un lungo e pericoloso viaggio per offrire per sempre alla sua terra una vita autentica.
Riuscirà il piccolo Elixam a ritrovare la sua amata Kinom, per salvare la loro terra dal potere malefico dell'acqua di Nos?
L'Unità fa miracoli!

Eludendo i confini tra esterno e interiore, e tra il personale e l’universale, l’autore ci offre un viaggio nella alla riscoperta di quella purezza ed innocenza che precede l’esistenziale senso di separazione, sostenendo che cambiare se stessi equivale a cambiare l’universo intero.

"Quante cose sono state fatte!
Quante giornate sono passate!
Quante volte gli stessi gesti... gli stessi pensieri.
Arriva il giorno in cui devi avere il coraggio di uccidere.
Tu sai di cosa parlo..."

lunedì 9 dicembre 2019

Elogio del fallimento della Rowling


L’elogio del fallimento fatto da J.K. Rowling davanti agli studenti di Harvard
"Alla fine, tutti dobbiamo decidere da soli ciò che rappresenta un fallimento, ma il mondo è abbastanza ansioso di darvi una certa gamma di criteri se voi lo permettete. Così penso sia giusto dire che oltre ogni misura, nei soli sette anni seguenti il giorno della laurea, ho fallito in modo epico. Un matrimonio eccezionalmente corto si è sgretolato, ed ero senza lavoro, orfana di mia madre, e povera tanto quanto è stato possibile nell’Inghilterra moderna, senza contare la mancanza di una casa. Le paure che i miei genitori avevano manifestato e che io mi ero figurata, erano arrivate e, come da manuale, ero il più grande fallimento che sapessi.
Ora, non starò qui a dirvi che il fallimento è divertente. Non avevo idea quanto lungo fosse quel tunnel, e per molto tempo, ogni luce alla fine di esso era una speranza piuttosto che la realtà.
Allora perché parlare dei benefici del fallimento? Semplicemente perché fallire ha voluto dire spogliarsi dell’inessenziale. Ho smesso di fingere di essere qualcos’altro se non me stessa e ho iniziato a indirizzare tutte le mie energie verso la conclusione dell’unico lavoro che per me aveva importanza. Non mi occupavo davvero di nient’altro, se non trovare la determinazione nel riuscire in un campo a cui credevo di appartenere veramente. Ero finalmente libera, perché la mia più grande paura si era davvero avverata, ed ero ancora viva, e avevo già una figlia che ho adorato, e avevo una vecchia macchina da scrivere e una grande idea. E così, concrete basi divennero solide fondamenta su cui ricostruire la mia vita.
Fallire mi ha dato una sicurezza interiore che mai avevo raggiunto superando gli esami. Fallendo ho imparato cose su me stessa che non avrei mai imparato in un altro modo. Ho scoperto che ho una volontà forte, e più disciplina di quanto avessi pensato; ho anche scoperto che avevo amici veramente inestimabili.
Il sapere che vi rialzate più saggi e più forti dalle cadute significa che sarete, da allora in poi, sicuri nella vostra capacità di sopravvivere. Non conoscerete mai voi stessi, e la forza dei vostri legami, fino a quando entrambi non saranno provati dalle avversità. Una tale conoscenza è un vero dono, per tutto ciò che avrete vinto nella sofferenza, e per me ha più valore di ogni altra qualifica abbia mai guadagnato.
Avendo una macchina del tempo o un Giratempo, direi alla me stessa di 21 anni che la felicità personale si trova nel sapere che la vita non è una lista di cose da raggiungere o in cui avere successo. Le vostre qualifiche, il vostro CV, non sono la vostra vita, sebbene possiate incontrare molte persone della mia età e oltre che confondono le due cose. La vita è difficile, è complicata, è oltre la possibilità di essere totalmente sotto controllo, è l’umiltà di sapere che sarete capaci di sopravvivere alle sue sfide."

domenica 8 dicembre 2019

Il fantasy e il viaggio iniziatico


"Il fantastico inteso come virtuosismo immaginifico fine a sé stesso è solo un incubo.
Nel vero fantasy, quello degno di questo nome, le affascinanti e spesso bizzarre forme che popolano i mitici mondi, e le avvincenti avventure narrate, sono asserviti sempre ad un contenuto intento a direzionare l’attenzione verso il proprio cuore.
Il fantasy autentico non può che narrare del risveglio della coscienza e del duro viaggio che l’individuo intraprende per servire il desiderio di riunione con la propria origine, la conoscenza della quale renderà la stessa luminosa e reale.
E’ mitologia, è esoterismo, è antica religione narrata sotto varie forme.
Di questi tempi, dove la falsità è annoverata come educazione, la compulsività e la frenesia come vitalità; dove l’identificazione si camuffa da partecipazione, l’ipocrisia è una consuetudine e la normalità è credere in ciò in cui credono tutti, il fantasy è l’unico “rifugio” dove le forze del bene e del male sono ben delineate e distinte da quei valori archetipici che non fanno della sopravvivenza l’unico scopo dell’esistere.
In questa orchestra di miti si pizzicano corde interiori spesso impolverate da un abbandono che ci ha reso separati dalla vera natura della realtà, ridotti a stonature che ci hanno ipnotizzati e fatti cadere in un sogno dove chiamiamo “fantastico” ciò che cerca di risvegliarci alla Verità.
Calarsi in un ottica fantasy con serietà non significa affatto estraniarsi o fuggire dalla realtà, bensì sviscerarne le componenti archetipiche e riconoscere gli innumerevoli dragoni, streghe, maghi, troll e fate che animano e inscenano i teatrini delle nostre personalità cangianti.
Tutt'altro che puramente fantastico, il fantasy più di molti altri generi chiama le cose con i loro nomi, ma noi, scesi così in basso, troppo spesso non riusciamo a ricordare…
La vera libertà non è dell’individuo ma dall’individualità, e ricordare il nostro cuore ci terrorizza, perché la vera paura dell’uomo non sono gli abissi delle tenebre ma il vuoto insostenibile della libertà luminosa."
Renato Turini

giovedì 5 dicembre 2019

Natale in Islanda



Nella notte più magica dell'anno, in una calda atmosfera colorata da tante lucine, leggere una storia insieme alle persone care è un modo speciale di passare il Natale.
In Islanda si chiama Jólabókaflód, letteralmente “inondazione di libri", ed è la tradizione di regalare libri la vigilia di Natale e di iniziare subito a leggerli.
Il bello, poi, è che molti islandesi dedicano anche il 25 dicembre alla lettura del libro avuto in dono.
Insomma, cene e pranzi pantagruelici vengono sostituiti da pasti più moderati e dal tempo usato per godere tutti insieme della lettura di un buon libro, rigorosamente di carta.
Divano, tisana calda o profumata cioccolata, albero illuminato o camino che scoppietta, questo è il Natale islandese!
E sta conquistando anche l'Italia, almeno nella fantasia degli amanti della lettura...


mercoledì 4 dicembre 2019

L'avventura inizia...

«Domani sarà il giorno fatidico della cena a sette. Neppure la mente che ha intessuto la trama della rimpatriata tra compagni può prevedere come andrà a finire. Il tentativo di stabilire una linea di condotta che possa mantenere le variabili in gioco entro un numero accettabile è fallito miseramente. L’intenzione di Beccaria è soltanto quella di godersi in pieno l’avventura. Ma fino a un certo punto…»
L'anno degli eroi
Flavio Gandini